Ucraina subito in Ue: stop alla guerra
Europa forte e argine all’autoritarismo
Un moribondo arriva al pronto soccorso, c’è disponibilità di letti e medici per le cure, ma all’accettazione dicono che non è possibile ricoverarlo perché la procedura prevede che per la formalizzazione dell’ingresso occorrono minimo sei ore (1).
Chissà cosa ha pensato la signora Darina Melnik, cassiera in un supermercato di Kiev che lavora alternandosi tra bottega e rifugio in base ai vari coprifuoco di questi giorni, quando, visto in tv il suo presidente Volodymyr Zelensky che con vestiti militari in un luogo imprecisato ché si nasconde dagli invasori russi che vogliono ammazzarlo, ha firmato la richiesta di adesione all’Unione europea e che si è sentito rispondere che la procedura è lunga e ci vogliono anni perché forse vada in porto. La signora Melnik può solo aspettare, sperando che tra una bomba e l’altra rimanga viva per vedere come andrà a finire.
Questo a Kiev, mentre a Bruxelles la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen dice “l’Ucraina è una di noi e la vogliamo nell’Unione Europea” e Javier Borrell, Alto Rappresentante Ue per la politica estera: “Oggi non è in agenda, dobbiamo fornire una risposta per le prossime ore, non per i prossimi anni”.
È fatta, l’Ucraina è il 28mo Stato dell’Unione?
Non proprio. L’ingresso è stato bloccato come all’accettazione del pronto soccorso italiano. Dispersa nel nulla la dichiarazione della von der Leyen; mentre il presidente del Consiglio europeo Charles Michel parla di tempi lunghi; a cui si accoda, nonostante quanto detto in precedenza, Javier Borrell; fanno loro eco la ministra tedesca degli Esteri Annalena Baerbock; e la Francia del presidente Emmanuel Macron, anche presidente di turno del Consiglio Ue e che in questi ultimi giorni saltella tra un tavolo e l’altro con Putin e dintorni; per finire, al momento, anche coi Paesi Bassi di Mark Rutte.
Al presidente ucraino Zelensky, spiegata la vicenda, forse comprenderà pur non condividendo… ma, spiegandoglielo mentre entra ed esce da un rifugio, lo capirà anche la signora Melnik? O piuttosto si chiederà: ma cos’è questa Unione europea se, potendo, non fa il massimo… che me ne faccio dell’Ue dopo che la mia casa sarà distrutta insieme al supermercato dove lavoro o, peggio, dopo che sarò morta?
E noi
– quelli dell’appello internazionale per l’adesione immediata dell’Ucraina all’Ue (2),
– insieme a quelli che vanno alle varie manifestazioni contro la guerra,
– che parliamo tutti i giorni con le ucraine e gli ucraini in lacrime che – prima comunità straniera in Italia – ci appuntano sul petto le coccarde con la loro bandiera nazionale,
– e la signora italiana anziana incrociata tra un carrello e l’altro del supermercato e che – vista la coccarda sul mio giubbotto -: “bravo, così devono far tutti”..
….. capiremo?
E chi glielo spiega alle “anime” di Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi che “l’Europa unita” oggi è quella che, per burocrazia, procedura, formalità, prassi, decide di uccidere persone e diritto?
O forse c’è ancor qualcuno che non coglie la portata rivoluzionaria di questa Unione europea che – stabilite sanzioni e condanne come non mai contro un Paese terzo invasore – oggi è il vero grande argine contro la Russia di Putin, rafforzandosi ulteriormente inglobando subito l’Ucraina, ché impensabili truppe russe invadano un Paese Ue? E che questa è occasione storica e imperdibile perché l’Ue affermi nel continente il proprio ruolo politico (e non solo economico come ora) verso gli Stati Uniti d’Europa?
1 – Un fatto del genere, oltre all’indignazione di alcune persone e di qualche media, scatenerebbe un putiferio politico, finendo quantomeno sulla scrivania del ministro della Salute, che subito prenderebbe provvedimenti contro questa mala-burocrazia.
2 – https://www.aduc.it/articolo/ucraina+ue+appello+internazionale_34001.php
Di François-Marie Arouet – Aduc
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