Scadenze fiscali, necessarie moratoria e rateizzazione dal 2021
Il Vicepresidente Cno Giorgini sottolinea le difficoltà degli studi tra adempimenti e mancata liquidità
In evidenza
“Sembra che gli aiuti concessi nelle settimane scorse servano solo per pagare le tasse di questi giorni. Con una mano incassi il bonus da 600 euro oppure ottieni un prestito con la garanzia di Sace, dall’altra ne devi versare migliaia per imposte e balzelli vari”. Così il Vicepresidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, Sergio Giorgini, sulle pagine de “La Stampa“ in riferimento ai numerosi adempimenti che si accumulano a luglio per i possessori di partite Iva. In particolare, i saldi Irpef e Ires e i relativi acconti. La proroga al 30 settembre per evitare questo ingorgo, insostenibile per oltre un terzo degli onerati, è stata invocata da più parti, dalle categorie professionali alle opposizioni e persino da membri interni all’Esecutivo, ma è rimasta inascoltata, lasciando gli studi professionali nel caos. “Tra pratiche per gli ammortizzatori sociali e scadenze fiscali la situazione è insostenibile, gli uffici – continua Giorgini – non ce la fanno a garantire tutti i servizi. Anche mercoledì sera è arrivata una nuova circolare Inps a complicare le cose. Stiamo morendo di direttive e mancanza di liquidità», ha sottolineato. Da qui la richiesta dei Consulenti del Lavoro: “Chiediamo al Governo una moratoria per tutte le sanzioni e gli interessi che derivano dal mancato pagamento e di predisporre una rateizzazione di almeno 12 e 24 mesi a partire dal 2021”, ha precisato il Vicepresidente al TgCom, facendo notare come lo slittamento dal 30 giugno al 20 luglio sia stato “assolutamente insufficiente”.
Altre Notizie della sezione
La Ministra Santanchè si è dimessa rivendicando però la pulizia della sua fedina Penale.
26 Marzo 2026Con un “OBBEDISCO” che non è espressione di democrazia sebbene di democratura.
Aiga: “Rispettiamo il No, ma resta il rammarico per un’occasione mancata”
25 Marzo 2026La giovane avvocatura riconosce l’esito delle urne ma sottolinea il forte bisogno di riforma: 13 milioni di italiani chiedono il cambiamento. Ora la responsabilità passa al legislatore per realizzare la separazione delle carriere e garantire un processo più equo.
L’equivoco referendario
24 Marzo 2026I commenti a caldo sul risultato del voto referendario dimostrano come sia necessaria una riflessione profonda, politica, se si vuol capire effettivamente ciò che è successo e perché è successo.
