Sapienza, incredibile: dopo giorni l’università ancora lontana dalla normalità
Servizi digitali parziali, studenti preoccupati, esami in analogico; autorità indagano, ripristino lento, futuri aggiornamenti attesi e sicurezza sotto scrutinio costante.
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L’Università La Sapienza di Roma sta vivendo una crisi informatica senza precedenti. Dopo l’attacco hacker del primo febbraio 2026, le conseguenze sull’operatività dell’ateneo si fanno ancora sentire: a distanza di oltre una settimana, molti servizi digitali fondamentali non sono completamente funzionanti. Studenti, docenti e personale amministrativo continuano a fare i conti con una paralisi che ricorda i tempi pre-digitale, con lezioni ed esami che si svolgono in modalità analogica, carta e penna, e prenotazioni impossibili attraverso i portali online.
Le autorità universitarie, insieme all’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, hanno attivato un’indagine approfondita per stabilire la portata dell’attacco, il possibile furto di dati personali e la modalità di penetrazione nei sistemi IT. L’attacco è stato attribuito a un ransomware di tipo sofisticato che ha compromesso server, database e servizi di comunicazione interna, costringendo l’ateneo a una chiusura preventiva dei sistemi digitali per evitare ulteriori danni.
La comunità accademica reagisce tra incredulità e frustrazione. Gli studenti denunciano difficoltà nell’accesso alle informazioni sulle lezioni, l’aggiornamento dei piani di studio e la prenotazione degli esami. Molti docenti hanno dovuto ripristinare modalità di insegnamento “vecchio stile”, con appunti cartacei, consegna di elaborati manuale e comunicazioni tramite bacheche fisiche. Il personale tecnico lavora senza sosta per sanare i sistemi, ma il ritorno alla piena funzionalità appare ancora lontano, segnalando la complessità e la gravità dell’attacco subito.
Le previsioni degli esperti indicano che il ripristino totale potrebbe richiedere ancora diverse settimane, considerando le necessità di verifica dei dati, rimozione del malware, aggiornamento dei dispositivi compromessi e implementazione di nuovi protocolli di sicurezza. Parallelamente, l’università ha avviato campagne informative per sensibilizzare studenti e personale sulla gestione dei dati personali e sulla prevenzione di ulteriori intrusioni.
La crisi alla Sapienza evidenzia la fragilità delle infrastrutture digitali universitarie di fronte a cyberattacchi sofisticati e sottolinea l’urgenza di investire in sicurezza informatica, piani di emergenza e formazione digitale della comunità accademica. Gli studenti, pur adattandosi a modalità temporaneamente analogiche, chiedono certezze sulla protezione dei loro dati e sulla possibilità di recuperare pienamente le funzionalità dell’ateneo nel più breve tempo possibile.
Il ripristino completo appare ancora lontano, e l’università dovrà affrontare non solo la ricostruzione tecnica dei sistemi, ma anche un percorso di fiducia con studenti e personale, garantendo che eventi simili non possano ripetersi. In un’epoca in cui l’istruzione e la comunicazione sono sempre più digitali, questo episodio rappresenta un monito per tutte le istituzioni accademiche italiane ed europee.

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