Safety e security: controlli integrati e prevenzione
Dopo Crans-Montana, il Viminale rafforza direttive e responsabilità per superare la distinzione tra safety e security.
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“Il complesso di norme, regolamenti e circolari che presiede al nostro sistema di safety e security si è evoluto nel corso degli ultimi decenni a seguito dei nuovi approfondimenti tecnici e del progresso scientifico, ma anche dal verificarsi di eventi che hanno, di volta in volta, indotto il legislatore e, ancora di più le Amministrazioni competenti, a introdurre ulteriori disposizioni nella disciplina della materia. Le regole di riferimento in materia di security e di safety sono collocate all’interno di quadri normativi distinti, ispirate peraltro, allorquando sono state introdotte nell’ordinamento, da motivazioni e finalità diverse. L’armonizzazione fra i due “corpus” normativi, più che attraverso il legislatore, è avvenuto quindi attraverso le direttive e le circolari ministeriali, anche recenti, che hanno messo a confronto i due sistemi, individuandone i punti di contatto, e hanno operato una ricognizione dei soggetti coinvolti ai vari livelli declinando modalità di approccio integrato alla materia. Si è trattato evidentemente di un esercizio particolarmente complesso, sia perché è andato ad incidere su un sistema di norme che affonda le proprie radici ai primi decenni del secolo scorso, sia per i riflessi che lo stesso avrebbe potuto determinare in una materia di estrema delicatezza, quale è quella della tutela della pubblica e privata incolumità. Tuttavia, sia il livello ancora alto della minaccia terroristica che l’esigenza, sempre più avvertita dal territorio e dagli operatori, del superamento della tradizionale distinzione binaria fra security e safety, hanno accelerato il processo e indotto il Ministero dell’Interno a produrre, in rapida sequenza, direttive e circolari volte a delineare una cornice di riferimento complessiva per gli operatori sui temi della safety e della security.” (Fonte: Ministero dell’Interno, Project work, ottobre 2018)
La tragedia di Crans-Montana ha riproposto all’attenzione il tema della sicurezza nei pubblici esercizi e nei locali di pubblico spettacolo.
Il Ministero dell’interno non ha perso tempo nell’inviare ai Prefetti della Repubblica, ai Commissari del Governo per le Province Autonome di Trento e Bolzano e al Presidente della Giunta Regionale della Valle d’Aosta una direttiva invitando: “Fermo restando le specifiche disposizioni riguardanti le attività di intrattenimento e pubblico spettacolo, soggette alla disciplina degli art. 68 e 80 del TULPS e al rilascio di specifica autorizzazione previa verifica di agibilità, particolare attenzione dovrà essere riposta sul possibile svolgimento di attività complementari rispetto ai servizi propri di bar e ristoranti, per appurare se esse assumano carattere prevalente e si configurino, pertanto, quali pubblici intrattenimenti, come tali soggetti alle regole più stringenti sopra menzionate. Andrà verificata, in particolare, la conformità dell’attività alle misure di prevenzione incendi, di gestione dell’esodo e dell’emergenza, la congruenza tra l’assetto strutturale dei locali, i materiali e le installazioni presenti, la capienza autorizzata e l’affollamento effettivo, nonché il rispetto delle disposizioni disciplinanti l’uso di fuochi d’artificio e fiamme libere all’interno delle medesime”.
La tragedia di Crans-Montana porta giustamente ad una revisione e implementazione del sistema di safety e sicurity.
Si dovrebbe intensificare la cultura del controllo ex ante, piuttosto che quella ex post.
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