Quanto è “rischioso” essere un freelance in Italia?
Lokky e Acta uniscono le forze per tutelare i lavoratori autonomi.
In evidenza
Essere freelance in Italia significa scegliere autonomia, flessibilità e indipendenza professionale. Ma significa anche assumersi in prima persona una serie di rischi economici, legali e operativi che spesso non trovano adeguata copertura nel sistema tradizionale di welfare. È da questa consapevolezza che nasce la nuova collaborazione tra Lokky e Acta, con l’obiettivo di sviluppare e promuovere strumenti assicurativi pensati specificamente per le esigenze delle partite IVA.
In Italia operano oltre cinque milioni di lavoratori autonomi, una quota che colloca il Paese ai vertici europei per incidenza dell’occupazione indipendente. Nonostante il peso crescente di questa componente nel tessuto produttivo nazionale, molti professionisti continuano a fare affidamento principalmente su strumenti previdenziali individuali e su coperture assicurative standard, spesso poco aderenti alle caratteristiche delle diverse professioni.
Per un freelance, infatti, un errore professionale, una contestazione da parte di un cliente, un danno involontario a terzi o un’interruzione dell’attività dovuta a malattia o infortunio possono trasformarsi rapidamente in un problema economico significativo. A differenza di un lavoratore dipendente, il professionista autonomo deve gestire direttamente le conseguenze di questi eventi, senza poter contare sugli stessi livelli di protezione garantiti dai tradizionali ammortizzatori sociali.
L’accordo tra Lokky e Acta punta proprio a colmare questa lacuna. Attraverso la soluzione assicurativa modulare Lokky Flex, i freelance associati ad ACTA potranno configurare coperture personalizzate in base alla propria attività, al livello di rischio e all’evoluzione del fatturato. Tra le garanzie disponibili figurano la responsabilità civile professionale, la tutela legale e la protezione per danni causati a terzi, con la possibilità di adattare la polizza nel tempo alle nuove esigenze professionali.
La partnership non si limita però all’offerta assicurativa. Le due realtà prevedono anche iniziative congiunte di informazione e sensibilizzazione per diffondere una maggiore cultura della prevenzione e della gestione del rischio tra i lavoratori autonomi. Un tema sempre più attuale in un mercato del lavoro caratterizzato da rapporti professionali fluidi, maggiore esposizione normativa e crescente complessità contrattuale.
«Il lavoro autonomo è una scelta professionale che comporta autonomia e flessibilità, ma anche una piena assunzione di responsabilità rispetto ai rischi dell’attività», ha dichiarato Sauro Mostarda. Sulla stessa linea Mattia Cavani, che ha sottolineato come, nonostante i progressi ottenuti negli anni sul fronte dei diritti dei freelance, esistano ancora aree di rischio poco presidiate che richiedono strumenti di tutela più efficaci.
In un contesto in cui il lavoro indipendente continua a crescere e a diversificarsi, la collaborazione tra Lokky e Acta rappresenta un ulteriore passo verso la costruzione di un ecosistema di protezione più vicino alle esigenze reali dei professionisti autonomi, sempre più centrali nell’economia italiana.
Altre Notizie della sezione
Se la nomina di un avvocato diventa materiale indiziario
31 Luglio 2026indiziarioLa nomina di un determinato difensore di fiducia viene presentata come conferma, per gli inquirenti, di un disegno associativo. Nota della Giunta e dell'Osservatorio Avvocati Minacciati
Difesa e debito, il paradosso delle richieste Ue
30 Luglio 2026Bruxelles chiede più spesa militare e rigore sui conti: un equilibrio che solleva dubbi sulla sostenibilità del debito italiano.
La riforma degli Ordini apre una nuova stagione
29 Luglio 2026Sul Sole 24 ore l'editoriale del Presidente De Luca sull'unità che ha contraddistinto i 15 Ordini appartenenti a ProfessionItaliane.
