25 aprile e negozi aperti. Liberarsi dell’obbligo del lutto
Come di prassi il 25 aprile i sindacati hanno proclamato lo sciopero del commercio per cercare di far venire meno il personale ai negozi che hanno deciso di continuare ad offrire i propri servizi.
Nell’area fiorentina, il centro commerciale i Gigli ha colto l’occasione per promuovere la propria apertura con una campagna pubblicitaria basata su uno slogan “Lo shopping è una liberazione”. Apriti cielo: sindacati, Anpi e Pd si sono risentiti ricordando le nefandezze fasciste e naziste anche sul territorio dove si trova questo centro commerciale.
Ci viene in mente un vecchio slogan del secolo scorso “Non festa ma lutto” (1), ché sembra quello auspicato da chi contrasta che il 25 aprile sia il giorno della festa della libertà e che, proprio per questo, ognuno sarebbe libero di festeggiare come crede.
Invece no: ci vorrebbero tutti ai cortei e alle commemorazioni ufficiali, con facce tristi e contrite per il ricordo della fine della macelleria del nazi-fascismo. Oppure al lavoro solo quelli che garantiscono anche i servizi per le feste ufficiali (bar, ristoranti, trasporti, servizi vari legati al turismo e al funzionamento delle amministrazioni, sanità, etc).
Ipocrisia retrò! Talmente ottusa che chi la lancia e rilancia ogni festa comandata, non si rende conto che ogni volta è un flop, proprio perché la libertà di base è quella individuale e non quella quella di esser liberi di partecipare ai funerali o starsene in casa rimuginando l’orribile passato.
Per noi il 25 aprile, in modo particolare, è quello della libertà: dei consumi, dei pensieri, delle speranze, dei sogni e delle feste. Crediamo sia questa la differenza con le feste imposte dai regimi autoritari di varia tacca.
Quest’anno poi, col rigurgito fascista presente anche ad alti livelli delle istituzioni, la migliore risposta non sono i funerali e i visi contriti, ma le capacità individuali di dire no al nazi-fascismo ognuno a proprio modo.
1 – slogan antimilitarista riferito alla festa delle Forze armate del 4 novembre
Vincenzo Donvito Maxia – presidente Aduc
COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC
Altre Notizie della sezione
Alla qualità e quantità delle pensioni si pensa tardi
06 Febbraio 2026De Luca: 'parlare di riduzione dell'età è fuori contesto. Giacché "alla qualità e alla quantità della pensione si pensa quando i danni sono stati già fatti”.
Le pressioni sulle toghe rivelano la visione del governo
05 Febbraio 2026Dall’inaugurazione dell’anno giudiziario alle polemiche politiche: la riforma Nordio e il rischio di una frattura irreversibile tra poteri dello Stato.
Ddl Merito e dirigenza pubblica tra performance e valore pubblico
04 Febbraio 2026La riforma ridefinisce accesso, valutazione e retribuzione dirigenziale, puntando su competenze, risultati e responsabilità per migliorare l’azione amministrativa.
