Stessi risarcimenti per donne e uomini
Traghetto affondato in Egitto, sentenza anti-Sharia a Genova.
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Rina condannato a pagare 60 milioni di euro per il naufragio del traghetto Al Salam Boccaccio 98, affondato nel Mar Rosso nel 2006. La sentenza “anti-Sharia” soprattutto riconosce il diritto delle donne famigliari delle vittime a ottenere le differenze risarcitorie rispetto agli uomini che si trovavano nella stessa posizione famigliare, superando la discriminazione di genere applicata nei risarcimenti liquidati in Egitto secondo criteri riconducibili alla Sharia islamica
I giudici del Tribunale civile di Genova ieri hanno condannato Rina Spa al pagamento di 60 milioni di euro per il naufragio del traghetto Al Salam Boccaccio 98, affondato nel Mar Rosso nella notte tra il 2 e il 3 febbraio 2006, causando oltre mille morti.
La sentenza “anti-Sharia” soprattutto riconosce il diritto delle famigliari delle vittime donne a ottenere le differenze risarcitorie rispetto agli uomini che si trovavano nella stessa posizione famigliare, superando la discriminazione di genere applicata nei risarcimenti liquidati in Egitto secondo criteri riconducibili alla Sharia islamica.
La nave, già appartenuta alla compagnia italiana Tirrenia, era in navigazione dal porto saudita di Dhiba a quello egiziano di Safaga quando scoppiò un incendio nel garage.
L’acqua utilizzata per spegnere le fiamme provocò uno sbandamento. Nel tentativo di raddrizzare il traghetto, il comandante riempì d’acqua i compartimenti di zavorra sul lato sinistro, ma gli sfoghi d’aria scaricavano nel garage anziché fuori bordo. L’ulteriore accumulo d’acqua aggravò l’inclinazione fino al rovesciamento e all’affondamento.
Secondo i giudici genovesi il Rina, in qualità di ente di classifica e certificazione, conosceva la particolare configurazione dell’impianto, ma non l’avrebbe adeguatamente segnalata né resa comprensibile all’equipaggio.
Parte della documentazione tecnica e delle istruzioni di emergenza era infatti rimasta in italiano, nonostante il personale di bordo fosse prevalentemente egiziano.
I magistrati del capoluogo ligure hanno quindi respinto la tesi secondo cui la responsabilità fosse riconducibile esclusivamente alla manovra del comandante, ritenendo le omissioni informative della società causalmente collegate al disastro.
Sul fronte dei risarcimenti, il Tribunale di Genova ha dichiarato nulla la parte discriminatoria degli accordi già sottoscritti in Egitto, senza annullarli integralmente.
Alle donne spetterà la differenza rispetto alle somme riconosciute ai familgiari uomini nella medesima posizione.
Il principio si applica, tra gli altri, ai rapporti tra fratelli e sorelle, figli e figlie, padri e madri.
La condanna comprende anche 3,5 milioni di euro per le spese di lite, circa 400mila euro di esborsi, oltre alle spese per la consulenza tecnica d’ufficio.
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