Sanità digitale: L’ia vale 600 miliardi di risparmi per l’Europa.
Ma il mercato resta in mano agli Usa.
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Non è più in una fase sperimentale, l’Intelligenza Artificiale è diventata l’imperativo strategico della sanità europea. Secondo l’ultimo studio dell’Ufficio per l’IA della Commissione europea (DG Connect), il settore sta vivendo una trasformazione senza precedenti che promette di salvare non solo vite, ma anche i bilanci pubblici degli Stati membri.
Il dato più impressionante emerso dall’indagine riguarda l’adozione dell’IA da parte del 94% dei fornitori di assistenza sanitaria nell’UE (già in uso o di prossima adozione).
Il mercato della salute digitale nell’Unione è destinato a una crescita verticale, passando da 11 miliardi di euro del 2023 a 61,2 miliardi attesi nel 2035, con un tasso di crescita annuale del 15,1%. “La diagnostica alimentata dall’IA è la tecnologia più matura,” si legge nel rapporto. “Si prevede che la sua adozione sfiorerà l’80% entro il 2029, trasformando radicalmente il supporto alle decisioni cliniche e il monitoraggio dei pazienti.”
L’analisi dell’impatto economico rivela cifre da capogiro. L’integrazione delle tecnologie digitali potrebbe generare una massiccia riduzione dei costi per i sistemi sanitari europei nell’arco di un decennio sia in relazione al supporto clinico, laddove i sistemi di assistenza alle decisioni mediche potrebbero far risparmiare fino a 252 miliardi di euro (circa l’1% della spesa sanitaria totale UE); sia nell’analisi automatizzata delle immagini mediche (radiologie, risonanze, con un risparmio per la diagnostica per immagini pari a 192 miliardi. Infine, piattaforme digitali specializzate potrebbero abbattere i costi della salute mentale per 164 miliardi.
Eppure, nonostante l’entusiasmo degli utilizzatori, il panorama industriale europeo appare debole: su 690 fornitori di tecnologia censiti, solo 196 hanno sede nell’UE, e ben 345 sono stabiliti negli Stati Uniti. Le aziende europee del settore dominano l’informatica sanitaria “core” (gestione amministrativa e IT di base), ma arrancano nelle frontiere più avanzate come la genomica, i sensori biologici e la stessa IA. In questi settori, gli ospedali europei dipendono ancora massicciamente da soluzioni sviluppate fuori dai confini dell’Unione.
Il rapporto punta il dito contro la cronica mancanza di finanziamenti per le startup e le PMI del settore, che faticano a espandersi a livello transfrontaliero. Per colmare il divario con gli USA, gli esperti propongono quattro linee di azione: finanziamenti mirati per le tecnologie di “frontiera”, dando priorità assoluta a IA e genomica nei fondi per l’innovazione; supporto alle Scale-up, creando strumenti appositi per la crescita oltre in confini nazionali delle PMI europee di settore; interoperabilità, potenziando l’infrastruttura dei dati sanitari e mettendo in connessione tra loro i sistemi IT degli Stati membri nazionali; infine, la formazione, investendo nelle competenze digitali del personale sanitario (medici e infermieri) e nel miglioramento della capacità delle organizzazioni di settore.
Per consultare il rapporto cliccare qui
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