Anno: XXVIII - Numero 156    
Giovedì 20 Agosto 2026 ore 13:30
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Ranucci, cittadinanze onorarie in bilico

Genzano valuta la revoca, Monreale attende le indagini, Rocca Massima conferma la fiducia nel giornalista.

Ranucci, cittadinanze onorarie in bilico

l tema delle cittadinanze onorarie concesse al giornalista e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, è finito sotto i riflettori a causa degli sviluppi della complessa vicenda giudiziaria legata all’inchiesta sull’attentato contro la sua abitazione

Il coinvolgimento di Valter Lavitola – indagato come presunto mandante dell’atto intimidatorio e descritto dallo stesso giornalista come un “amico fraterno” – ha spaccato i comuni che avevano premiato Ranucci. Le reazioni e le posizioni delle amministrazioni locali si dividono in tre diverse linee d’azione

L’amministrazione comunale di Genzano di Roma sta valutando seriamente la revoca dell’onorificenza. La cittadinanza onoraria era stata conferita nell’aprile precedente dalla passata giunta di centrosinistra. L’attuale sindaco di centrodestra, Rocco Fabio Papalia, ha spiegato all’agenzia Adnkronos che la decisione originaria non era condivisa e che la revoca viene presa in esame alla luce degli sviluppi giudiziari, definiti “abbastanza ambigui” a seguito dei legami emersi tra il giornalista e Lavitola. (Nota: Ranucci risulta comunque parte lesa nell’inchiesta e non è indagato).

Il comune siciliano di Monreale, guidato dal sindaco Alberto Arcidiacono, ha scelto una posizione di prudenza. L’amministrazione, che aveva premiato il giornalista nel luglio del 2024 per le sue inchieste e denunce sociali, ritiene corretto attendere la conclusione formale delle indagini prima di muovere passi ufficiali o avanzare considerazioni politiche, confermando per il momento la stima personale verso Ranucci.

La cittadina di Rocca Massima (Latina) ha assunto una posizione di aperta difesa a favore del conduttore di Report. La comunità locale difende il riconoscimento assegnato, rigettando le polemiche politiche sollevate intorno al caso. 

Nel frattempo, durante le sue prime apparizioni pubbliche estive in Trentino, Ranucci ha respinto con forza le critiche, definendo la situazione e la pressione mediatica subita come “un attacco vergognoso alla libertà di stampa”. 

 

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