Anno: XXVIII - Numero 159    
Mercoledì 25 Agosto 2026 ore 13:30
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L’università privata sbarca in Liguria.

Avrà sede nell’ospedale di Santa Corona a Pietra Ligure.

L’università privata sbarca in Liguria.

Sanità pubblica e sanità privata: un tema fortissimo nel dibattito pubblico e nella contrapposizione politica. In Liguria trova ora un nuovo terreno di scontro che tocca anche

La vicenda si ambienta in questa palazzina dalla tinta rosa pallido, alla quale si accede da una doppia scalinata, dell’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure. Palazzina che in passato ha già accolto corsi dell’ateneo per poi rimanere in gran parte inutilizzata e destinata all’alienazione perché non fa parte del progetto del nuovo ospedale, che partirà l’anno prossimo con un investimento da 244 milioni e una previsione di 390 letti.

 Intorno all’edificio ci sono stati mesi di boatos, trattative, sopralluoghi che adesso sono arrivati alla svolta. A occupare l’ex “scuola infermieri” sarà la Link Campus University di Roma. Le lezioni partiranno da settembre ma l’atmosfera è subito incandescente. Perché Link è un’università privata, l’unica a rispondere con una manifestazione d’interesse all’avviso dell’Asl e dell’Agenzia tutela salute della Regione. Poi è arrivato il via libera del ministero e ora è pubblicato, sul sito di Link, l’elenco dei bandi e dell’ubicazione dei corsi. L’università ha sedi nella Capitale ma anche a Perugia, a Urbino, a Napoli, a Macerata e nel Milanese.

 In provincia di Savona a gettare carburante sul fuoco delle polemiche è l’annuncio del debutto del corso di laurea in Medicina e Chirurgia (che era atteso) ma anche quello di Fisioterapia. Questo avviene dopo che il Savonese era stato teatro di una battaglia per evitare che l’Università di Genova chiudesse il corso pubblico. Ora la Link cerca studenti ma non solo. C’è già il bando per assumere 18 professori ordinari, in una selezione alla quale hanno partecipato in 1.800 in tutta Italia.

Link, il cui rettore è Carlo Alberto Giusti, ordinario di Diritto privato comparato e presidente di Ansaldo Energia, spiega che il progetto ha una duplice valenza: arginare la migrazione studentesca (tra il 60 e il 70 per cento degli studenti nel 2023-2024 sono andati a studiare fuori regione) e rendere la Liguria attrattiva anche all’estero: dei posti disponibili 10 sono riservati agli stranieri. Ancora: i professori universitari insegneranno ma lavoreranno anche in strutture convenzionate con il Ssn con un protocollo d’impresa già firmato con la Regione.

 Dopo l’annuncio è arrivata la levata di scudi dell’opposizione. Il Pd accusa la Regione di aver svenduto la sanità pubblica. Dicono all’unisono i consiglieri Pd Roberto Arboscello e Davide Natale, segretario regionale del partito: «La vicenda della Link non è un episodio locale, né una semplice questione amministrativa: è il tassello ligure di una strategia nazionale, quella di indebolire sanità e università pubbliche, dichiararle inefficienti, poi consegnare pezzi di formazione, spazi ospedalieri e futuro professionale dei giovani a soggetti privati». Ancora: «Oggi scopriamo perché è stato chiuso il corso di laurea in scienze infermieristiche e quello di fisioterapia nel completo e assoluto silenzio della giunta regionale».

Parte, infine, una stoccata: «Il silenzio di chi si è prodigato per fare arrivare la Link effettuando anche sopralluoghi al Santa Corona al di fuori dalle proprie deleghe si commenta da solo». Il riferimento immediato è all’assessore regionale all’energia Paolo Ripamonti. Il Secolo XIX ha provato a contattarlo, trovandolo però impossibilitato a rispondere subito: normale, in una domenica d’agosto.

Non commenta invece l’assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò. Il suo ultimo intervento sulla vicenda è stato questo: «La Regione ha semplicemente definito un quadro di regolazione e un successivo decreto ministeriale ha riconosciuto un accreditamento di durata biennale. Si tratta di una legittima collaborazione istituzionale che non incide in alcun modo sul ruolo dell’Università di Genova né comporta spesa pubblica». Ancora Nicolò: «Chi parla è un professore dell’Università di Genova quindi dovrei essere il primo contrario al subentro di strutture di questo tipo. Tuttavia credo che, come avviene in altre regioni dove esistono università private, non si debba chiudere la porta se un ateneo privato bussa alle nostre porte».

 Avversi all’arrivo della Link anche i sindacati, con la posizione di Flc (Federazione lavori della conoscenza) Cgil che viene illustrata da Stefano Boero: «L’espansione delle università private e telematiche non rappresenta modernità o maggiore diffusione del sapere, ma una pericolosa deriva mercantile che trasforma il diritto allo studio in un bene da acquistare. Dietro queste realtà operano logiche di massimo profitto e minimo investimento. Si consolida così un doppio standard: atenei pubblici vincolati da limiti di bilancio e organico e una vera e propria zona franca per le private, con evidenti effetti di dumping a danno del sistema pubblico». Conclusione? «La carenza di medici e le difficoltà della sanità ligure non si risolvono con atenei privati o telematici, ma con investimenti strutturali sull’Università di Genova, sul sistema universitario pubblico e sulla sanità pubblica regionale».

 Mentre la Regione decide per ora di mantenere un profilo basso e di non rispondere immediatamente ai rilievi dei detrattori, l’intervento più significativo è quello del consigliere regionale Angelo Vaccarezza di Forza Italia. Risponde a stretto giro: «Mi rendo conto che il Pd abbia necessità di attaccarci ogni volta e su qualsiasi cosa. Ma questa è una grande occasione». Contrattacca: «La sanità in questa regione ha provato a demolirla chi, prima di noi, ha fatto scappare i medici per andare nella sanità privata piemontese e lombarda. Così oggi i liguri vanno a curarsi fuori regione, nel privato convenzionato, a spese della Regione».

 

 

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