Luigi Di Maio tira una bordata a Conte, coccole per Meloni e Tajani
"La stabilità politica e di governo degli ultimi anni ha permesso all’Italia di essere percepita come un attore affidabile" dice l'inviato Ue nel Golfo, che sulla differenza di consensi fra FdI e M5S è lapidario: "La differenza la fa sempre il leader".
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Luigi Di Maio, inviato Ue nel Golfo, arriva da Atreju con parole di elogio per Giorgia Meloni e per Antonio Tajani, mentre non risparmia critiche a Giuseppe Conte.
Sul governo, in un’intervista al Corriere della Sera, Di Maio dice che “la stabilità politica e di governo degli ultimi anni ha permesso all’Italia di essere percepita come un attore affidabile”. Anche nella guerra di Gaza, “si è riusciti a mantenere un equilibrio credibile tra il diritto di Israele alla sicurezza e l’aiuto al popolo palestinese. Questo approccio è riconosciuto e apprezzato da entrambe le parti. La partecipazione dell’Italia alla missione Aspides nel Mar Rosso dimostra che è pronta ad assumersi responsabilità concrete per la sicurezza delle rotte commerciali globali”. Rimarca l’invito rivolto a Giorgia Meloni, come unico leader straniero, al summit del Consiglio di cooperazione del Golfo in Bahrain come “un segnale della considerazione che il nostro Paese ha conquistato nell’area. Un evento ampiamente sottovalutato in patria”.
Smentisce come fa “periodicamente” un suo passaggio a Forza Italia, “anche se Antonio Tajani sta facendo un lavoro importante”.
Capitolo M5S. Guardando i consensi di oggi e quelli di Fratelli d’Italia, Di Maio afferma che “la differenza la fa sempre il leader”. La bordata a Giuseppe Conte “è un dato di realtà”. Non entra invece più di tanto nelle discussioni sul campo largo. Alla domanda se escluda un ritorno in politica, Di Maio replica che “sono i cittadini a deciderlo. L’ultima volta che mi sono presentato, il loro messaggio è stato inequivocabile. Non vedo perché accanirsi”.
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