Anno: XXVIII - Numero 30    
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L’UE risponde con il Piano per gli alloggi accessibili alla crisi abitativa in Europa

I giovani in prima linea tra prezzi record e scelte di vita rinviate.

L’UE risponde con il Piano per gli alloggi accessibili alla crisi abitativa in Europa

La Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro ha pubblicato di recente uno studio sulla crisi degli alloggi accessibili in Europa che mette in luce la trasversalità del fenomeno quanto a fasce sociali e di età della popolazione. In particolare, il rapporto evidenzia come i giovani adulti siano colpiti in modo sproporzionato dall’aumento dei prezzi delle case e degli affitti, con conseguenze che vanno ben oltre l’accesso a un alloggio e incidono su percorsi di studio, carriere professionali, la salute e le scelte familiari.

Tra il 2010 e il 2024, i prezzi medi delle abitazioni nell’UE sono aumentati del 55,4%, mentre i canoni di locazione sono cresciuti del 26,7%. In alcuni Stati membri l’aumento è stato ancora più marcato, con prezzi che in determinate aree sono più che triplicati. Le medie, tuttavia, nascondono forti disparità territoriali: gli incrementi più elevati si concentrano nelle grandi città, nei centri urbani a forte crescita economica e nelle destinazioni turistiche più popolari, dove la domanda supera di gran lunga l’offerta disponibile.

I giovani tra i 18 e i 39 anni risultano particolarmente esposti a questa evoluzione. In media dispongono di redditi più bassi rispetto alle generazioni più adulte, sono più frequentemente impiegati con contratti temporanei o in condizioni di lavoro instabili e, in caso di perdita dell’occupazione, beneficiano spesso di una protezione sociale più limitata. Allo stesso tempo, sono maggiormente attratti dalle aree urbane, dove si concentrano le opportunità di lavoro e formazione, ma dove il costo dell’abitare è più elevato.

Le difficoltà si manifestano sia nel mercato della locazione sia in quello della proprietà. Per molti giovani, l’accesso a un alloggio in affitto a prezzi sostenibili è sempre più raro, ma anche l’acquisto di una casa risulta problematico. La difficoltà di risparmiare per un anticipo e i requisiti sempre più rigorosi per l’accesso ai mutui rappresentano barriere significative. I dati mostrano inoltre un effetto “pagare di più per avere meno”, con prezzi al metro quadrato più elevati per gli alloggi di piccole dimensioni, che sono proprio quelli maggiormente richiesti dai giovani. 

Le conseguenze sociali sono rilevanti. In Europa, quasi un terzo dei giovani tra i 25 e i 34 anni vive ancora con i genitori, e in diversi Stati membri questa quota è in crescita. Le indagini mostrano un forte scarto tra le condizioni abitative reali e quelle desiderate: sono molte più numerose le persone che vivono con genitori, parenti o amici rispetto a quanti lo desiderano effettivamente. E questa situazione incide in modo diretto anche sulle scelte di vita dei giovani, limitando la mobilità geografica per motivi di studio o lavoro, oppure ritardando la decisione di formare una coppia o di avere dei figli. Tra le ricadute più evidenti del fenomeno, anche il peggioramento del benessere psicologico: insicurezza abitativa, costi eccessivi e scarsa qualità degli alloggi sono associati a maggiori livelli di stress e a difficoltà nel mantenere condizioni di vita dignitose.

Nel rapporto si evidenzia come alla base della crisi vi sia un marcato squilibrio tra domanda e offerta di abitazioni: la domanda è aumentata soprattutto nelle aree urbane, trainata dalla crescita economica, dall’aumento delle famiglie unipersonali, dall’invecchiamento della popolazione e dai flussi migratori positivi verso l’Unione europea. Sul fronte dell’offerta, la disponibilità di nuovi alloggi è limitata dalla scarsità di terreni edificabili, da vincoli urbanistici e normativi, dall’aumento dei costi dei materiali e dalla carenza di manodopera nel settore delle costruzioni. A ciò si aggiunge il crescente utilizzo degli immobili come strumenti di investimento e la diffusione delle piattaforme di affitto turistico a breve termine, che in alcune città riducono sensibilmente il numero di abitazioni disponibili per i residenti.

A fronte della situazione rappresentata nel Rapporto, l’Unione europea ha deciso di rafforzare il proprio ruolo di coordinamento e supporto sebbene la competenza diretta in materia di politiche abitative spetti agli Stati membri. Il 16 dicembre 2025, la Commissione europea ha presentato l’European Affordable Housing Plan, un piano ambizioso per gli alloggi a prezzi accessibili che riconosce la casa come un diritto fondamentale ed elemento centrale della coesione sociale. 

Il Piano si fonda su quattro pilastri: i. l’aumento dell’offerta abitativa attraverso la rimozione degli ostacoli nel settore delle costruzioni; ii. la mobilitazione di investimenti pubblici e privati per colmare il divario di finanziamenti e promuovere un’edilizia sostenibile; iii. l’attivazione di misure di sostegno immediate accompagnate da riforme strutturali; iv. la protezione dei gruppi più colpiti dalla crisi, con particolare attenzione ai giovani e alle famiglie con bambini.

Il 3 febbraio 2026, il Piano è stato discusso nel corso di una riunione informale in videoconferenza dei ministri europei responsabili delle politiche abitative. La maggior parte dei ministri ha espresso una valutazione positiva dell’iniziativa della Commissione, sottolineando al contempo che la responsabilità principale in materia di politiche abitative sia in capo agli Stati membri. Al contempo, è stato ampiamente riconosciuto il valore aggiunto delle iniziative di livello europeo nel sostenere e rafforzare le politiche attuate a livello locale, regionale e nazionale.

Nel corso del dibattito sono emerse anche le potenziali ricadute positive sulla competitività dell’Unione europea derivanti da un migliore accesso a alloggi a prezzi sostenibili, oltre alla necessità di tenere conto della forte eterogeneità dei sistemi abitativi e delle condizioni socioeconomiche nei diversi Paesi e territori dell’UE. Centrale, infine, il richiamo a concentrare gli sforzi sui gruppi più vulnerabili, in particolare i giovani e le famiglie con figli, che rischiano di essere esclusi dal mercato abitativo proprio in una fase cruciale del loro percorso di vita.

La crisi abitativa europea si configura come una sfida di lungo periodo, che richiede risposte coordinate, investimenti mirati e un rinnovato impegno politico. Garantire alloggi adeguati, accessibili e sostenibili non è solo una questione di politica sociale, ma una condizione essenziale per il futuro economico, demografico e sociale dell’Unione europea.

Per leggere il rapporto cliccare qui

 

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