Equo compenso giornalisti, Bonafede: la libertà d’informazione nasce da qui
Il tema del compenso dei giornalisti è stato al centro di un incontro che si è svolto ieri al Ministero della Giustizia
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Il dicastero guidato da Alfonso Bonafede si è impegnato, attraverso i propri uffici, a colmare il vuoto normativo sui parametri per il compenso dell’attività giornalistica. Alla riunione di questa mattina hanno preso parte i vertici tecnici del Ministero della Giustizia, il sottosegretario Jacopo Morrone, il presidente dell’Ordine dei giornalisti Carlo Verna e Mattia Motta segretario generale aggiunto della Fnsi (Federazione Nazionale Stampa Italiana). Il tavolo tecnico è stato aggiornato a settembre quando il Ministero presenterà la proposta di modifica legislativa. Per il Guardasigilli, Alfonso Bonafede, “la libertà d’informazione si garantisce e si riconosce, prima di tutto, assicurando la dignità professionale ai giornalisti. Un cronista che viene pagato anche solo 3 euro per ogni articolo, non potrà mai essere libero, caratteristica fondante della professione per poter dare ai cittadini una piena e corretta informazione che è la base di ogni democrazia”. Soddisfatto il sottosegretario alla Giustizia, Jacopo Morrone: “La questione dell’equo compenso è più che mai attuale per tutti gli Ordini vigilati e necessita di un intervento urgente. Per i giornalisti, in particolare, emergono situazioni lavorative davvero poco dignitose per professionisti che hanno grandi responsabilità connesse alla loro attività, per il cui esercizio sono essenziali equilibrio e obiettività, oltre a conoscenze approfondite e formazione continua. Valuteremo le istanze dell’Ordine con attenzione e disponibilità, considerando in primo luogo la necessità di valorizzare e dare certezze a questi professionisti su parametri condivisi per quel che riguarda i compensi spettanti per il loro lavoro”.
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