Cashback. Occhio alle sanzioni
Può farlo solo se registra nel sistema uno strumento di pagamento che usa esclusivamente per acquisti effettuati a titolo privato.
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Al di là dei tragicomici malfunzionamenti della app Io per accedere al cashback di Natale, nell’euforia degli annunci il Governo si è dimenticato di porre in sufficiente evidenza un particolare non da poco.
Chi usa bancomat, carta di credito etc. anche per scopi professionali non può partecipare al programma. Può farlo solo se registra nel sistema uno strumento di pagamento che usa esclusivamente per acquisti effettuati a titolo privato.
Vuol dire che, personalizzando, se sono un avvocato e compro un codice penale pagando con la carta che ho registrato su Io compio un illecito penale (falsa dichiarazione), non otterrò alcun rimborso del 10% e sarò cancellata dal “programma Cashback”, con privato disdoro e pubblico procedimento penale.
Spersonalizzando, veniamo al consiglio: chi utilizza un unico mezzo di pagamento elettronico per pagare sia spese personali che lavorative farà bene a chiedere (e di conseguenza pagare) alla propria banca un bancomat/carta di credito separata ed ulteriore, e destinarla solo ad acquisti collegabili al proprio lavoro, evitando di registrarla su Io.
Oppure farà bene a rinunciare al cashback…
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