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Buchi, pale e Corano: l’incubo sabotaggio alla Nato a La Spezia

Scatta l’indagine della Procura, allertate le autorità militari: tra le ipotesi un tentativo di sabotaggio.

Buchi, pale e Corano: l’incubo sabotaggio alla Nato a La Spezia

Una serie inquietante di scavi a mezzo metro dall’oleodotto sotterraneo Nato che dalla Spezia arriva fino in Germania per rifornire di carburante le varie basi dell’Alleanza Atlantica sparse lungo quel tratto d’Europa. E accanto ad uno di questi “buchi” nel terreno, oltre a pale e picconi dimenticati dagli ignoti scavatori, un foglietto di carta con su scritto un enigmatico versetto del corano, la sura 255 che recita «Allah! Non v’è altra divinità all’infuori di Lui, il Vivo, l’Assoluto. Non Lo prende mai né sopore né sonno. A Lui appartiene ciò che è nei cieli e ciò che è sulla terra».

Le segnalazioni del proprietario del terreno a Vezzano Ligure, nello spezzino, sono state prese sul serio e ieri mattina nella zona di via Cantarana c’erano decine di persone a indagare: uomini dei servizi, ufficiali dell’Aeronautica e dei carabinieri.

Le ipotesi più accreditate, al momento, sono due: sabotaggio o tentato furto. La prima è quella più inquietante, alla luce di tutte le guerre che stanno avvenendo nel mondo, e soprattutto per quella sura del Corano che potrebbe portare a una matrice islamica.

L’oleodotto Nato Pol (Petroleoum Oil and Lubricant) è un impianto strategico per l’Alleanza Atlantica. Nato negli anni 60 e lungo 900 chilometri, in Italia attraversa sei regioni e 17 province, serve ad alimentare diverse basi militari fra cui Ghedi (Brescia), Villafranca di Verona, Istrana a Treviso, Rivolto di Udine, centro del gruppo di addestramento acrobatico delle “Frecce Tricolori”, ma soprattutto Aviano in provincia di Pordenone, dove ha sede il 31 stormo “Fighter Wing” degli Usa Air Force.

E questo particolare ha fatto drizzare le antenne a tutti. Per primo è stato il comandante della base dell’Aeronautica di Borgotaro (Parma), competente per territorio dato che l’importante snodo di Collecchio dell’oleodotto è sotto la sua giurisdizione operativa, a chiedere maggiori lumi su quanto accaduto. E da lì, a pioggia, si sono allertati tutti.

I servizi segreti militari hanno mandato loro uomini, una squadra di esperti di intelligence, poi i carabinieri (era presente anche il comandante provinciale della Spezia, Vincenzo Giglio) e alti graduati dell’Aeronautica, oltre. Sicuramente è stata informata anche la Cia e non è escluso che fra quelle persone presenti in quell’anonima via di un piccolo paese alle porte della Spezia ci fossero agenti operativi dell’Agency americana.

Lo scavo più importante fra quelli rinvenuti, alcuni risalgono ai giorni scorsi, è stato eseguito nella notte fra lunedì e martedì. È profondo 120 centimetri ed è all’interno di un’area privata, non lontano da una vecchia barca in rimessaggio. Il fatto inquietante è che, appunto, a nemmeno mezzo metro di distanza passi l’oleodotto Nato, un obiettivo sensibile da sempre.

L’altra ipotesi, meno realistica, è che si sia trattato di un tentato furto, magari alla ricerca di rame, dato che gli scavi sono stati fatti su un terreno privato. Cozza però con questa seconda tesi il ritrovamento della sura del Corano, anche se una qualificata fonte investigativa ipotizza che il versetto incriminato, vergato a mano e in arabo, sia stato lasciato forse giorni prima e che quindi c’entri poco o nulla.

Il sindaco di Vezzano Ligure Massimo Bertoni si è detto «preoccupato» per quanto accaduto, considerata «strategicità dell’oleodotto» ma anche «molto indispettito».

«Ho appreso la notizia – dice – da alcuni amici che avevano sentito il tg1. Nessuno, fra forze dell’ordine e inquirenti, si è sognato di chiamarmi. Gravissimo». Sull’intrigo internazionale indaga la Procura della Repubblica spezzina che ha aperto un’inchiesta delegando le investigazioni al comando provinciale dei carabinieri. 

Di Gian Paolo Battini, Daniele Izzo su Secolo XIX

 

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