Archivio notarile digitale
La relazione della magistratura contabile evidenzia la valenza strategica dell’informatizzazione
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La Corte dei Conti “nel prendere atto delle iniziative assunte anche dal Legislatore sotto la spinta delle disposizioni emanate a seguito dell’epidemia Covid-19, riafferma la valenza strategica del processo di informatizzazione nella prospettiva di un Archivio notarile nazionale digitale”. Lo si legge in una Relazione della magistratura contabile diffusa oggi, in cui si sottolinea come, “dall’analisi condotta emerge che ancor oggi la maggior parte degli atti rogati, sui quali poi viene svolta anche l’attività di verifica da parte degli archivi notarili, si trovi ancora su supporto cartaceo”, benché un decreto legislativo del 2010 “abbia previsto l’evoluzione dell’atto pubblico dei notai verso forme digitalizzate di redazione”. Al tempo stesso, si legge, “con riferimento, poi, alla gestione del patrimonio immobiliare, la Corte, al fine di limitare il ricorso allo strumento dell’appalto dei servizi di archiviazione e di ottimizzare l’uso degli spazi con risparmio di risorse pubbliche, nell’ottica di un complessivo ripensamento del sistema archivistico notarile nazionale, suggerisce di realizzare, con la collaborazione degli Enti locali, un accorpamento in “poli archivistici” delle attuali strutture deputate alla conservazione dei documenti, secondo il “modello” già validamente sperimentato dal ministero dei Beni culturali, In occasione del trasferimento degli ex archivi notarili comunali agli archivi di Stato, anche al fine di meglio preservare il materiale oggi ubicato in immobili situati in zone ad alto rischio sismico”.
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