Prima la notizia, poi la verifica
Ranucci dice in diretta tv che Nordio è stato a casa Cipriani, il guardasigilli chiama e smentisce. La notizia? "Da verificare"
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Prima si spara la notizia, poi, eventualmente, la si verifica. È accaduto ieri sera a Cartabianca, il programma di Bianca Berlinguer. Il conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, ha lanciato una “notizia” che è deflagrata come una bomba: secondo una sua fonte, Carlo Nordio sarebbe stato in Uruguay, ospite, pensate un po’, di casa Cipriani.
E qui scatta il meccanismo della suggestione. Perché “Cipriani” non è un cognome qualsiasi ma una sorta di detonatore narrativo, di evocazione mediatico-giudiziaria. Cipriani, infatti, è il compagno di Nicole Minetti, e con quella frase Ranucci vuol lasciare intendere che il ministro avrebbe facilitato la grazia a Minetti per amicizia, interesse o chissà quale altro motivo a noi oscuro.
Ma a quel punto accade qualcosa che fa inceppare il meccanismo narrativo: il ministro Nordio chiama in diretta e smentisce tutto. Parla di bufala e ricorda un dettaglio quasi imbarazzante nella sua banalità: gli spostamenti di un ministro della Giustizia non sono materia da romanzo orale, ma da registri ufficiali, tracciati, verificabili.
Colto in fallo Ranucci che fa? Non solo non chiede scusa al ministro, al pubblico e all’ordine dei giornalisti, no, dice l’indicibile: “Ho detto che si tratta di una notizia che stiamo verificando”. È il rovesciamento di ogni logica, la morte del giornalismo, della sua credibilità. Ranucci prima spara la notizia e poi, eventualmente, la verifica.
Lo “scoop” presunto viene dichiarato incerto con disarmante nonchalance, immediatamente smentito dal diretto interessato, e poi lasciato evaporare nel brusio generale. È un giornalismo che non sbaglia mai, perché non ne risponde mai. È la stampa del nuovo millennio, bellezza!
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