Flottiglia crociera umanitaria o reality show?
Tra selfie in mare e arresti annunciati, la flottiglia per Gaza sembra più un set mediatico che un aiuto concreto, mentre il governo cerca di salvare la faccia barcamenandosi tra piazze in rivolta e genuflessioni atlantiche.
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Cedendo alle pressioni delle opposizioni, l’Italia ha inviato una scorta di due navi. Ma Crosetto ha avvertito “In acque israeliane né l’Italia né altri vi potranno proteggere”.
Come ha suggerito alla camera gli aiuti veri potrebbero passare da Cipro, ma non interessa a nessuno. Meglio inscenare la sfida in mare, farsi arrestare e trasformare tutto in show. Una crociera umanitaria che ha più di reality che di soccorso.
Il governo, per una volta, si muove con un minimo di buon senso. Ha messo in mare due fregate, cosa che i “pacifinti” non apprezzeranno mai con i loro post indignati. Ha pure offerto una via concreta per far arrivare aiuti. Non basta, ma è qualcosa.
La verità è che le barche della flottiglia non portano quasi nulla. Servono solo a generare caos mediatico e a mettere in scena la solita farsa: Israele che arresta, i militanti che si immolano davanti alle telecamere, e il pubblico che applaude.
Meloni, intanto, si dimena. Da un lato le piazze piene che chiedono di rompere con Israele. Dall’altro il solito inchino atlantico, con Trump come stella polare. Risultato: confusione e isolamento.
Quanto ai palestinesi, se avessero voluto davvero uno Stato lo avrebbero ottenuto da decenni. Ma anche qui conviene alimentare il dramma, non risolverlo. Proprio come la flottiglia: niente aiuti, solo foto e dirette social.
La flottiglia non accetterà mai di consegnare gli aiuti a Cipro o al Patriarcato Latino: devono consegnarli loro, di persona e con foto e dirette Instagram, ovviamente.
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