Anno: XXVIII - Numero 8    
Giovedì 15 Gennaio 2026 ore 13:45
Resta aggiornato:

Home » Cosa c’è nel nuovo decreto sicurezza

Cosa c'è nel nuovo decreto sicurezza

Guerra alle baby gang, pugno duro nelle manifestazioni ed espulsioni più facili.

Cosa c'è nel nuovo decreto sicurezza

Il provvedimento è ancora una bozza. Si tratta di quaranta articoli, con particolare attenzione alla delinquenza minorile e all’immigrazione.

Baby gang, “maranza” e migranti sono le tre direttrici su cui si muove il nuovo decreto Sicurezza su cui sta lavorando il governo Meloni. Al momento il testo è una bozza, che deve ancora essere definita. I contenuti però sono stati anticipati. Ecco cosa c’è nei quaranta articoli.

Nuove “zone rosse”

I prefetti potranno istituire le zone rosse “nelle aree caratterizzate da gravi e ripetuti episodi di illegalità, possibilità oggi prevista solo in casi eccezionali e urgenti”. Per aumentare la sicurezza nelle stazioni ferroviarie, chiesta a gran voce dopo l’omicidio del capotreno a Bologna, c’è un fondo di 50 milioni del ministero dell’Interno che nel 2026 servirà a finanziare accordi di collaborazione con il ministero delle Infrastrutture e il Gruppo Fs.

Guerra a baby gang e “maranza”

Ampliamento del catalogo dei reati per i quali si può applicare l’ammonimento del questore nei confronti di minorenni dai 12 ai 14 anni, inserendo anche le ipotesi di lesione personale, rissa, violenza privata e minaccia qualora commessi con l’uso di armi o di strumenti atti a offendere dei quali è vietato il porto in modo assoluto ovvero senza giustificato motivo. C’è poi la possibilità di multare i genitori.

Scatta il divieto di vendere coltelli ai minori, anche sul web, e l’obbligo per i commercianti di tenere un registro delle vendite.

 Non fermarsi all’alt delle forze polizia diventa illecito penale punito con la possibile reclusione “da sei mesi a cinque anni”, sospensione della patente di guida, confisca del veicolo e arresto in flagranza differita.

Viene introdotto anche il “fermo di prevenzione” durante le manifestazioni. Viene prevista la possibilità per gli ufficiali e gli agenti di polizia, nel corso di manifestazioni in luogo pubblico o aperte al pubblico, di trattenere “per non oltre 12 ore” i manifestanti se sospettati “di costituire un pericolo per il pacifico svolgimento della manifestazione e per la sicurezza e l’incolumità pubbliche”.

Espulsioni di migranti più facili e ong lontane

Ampia parte del decreto è dedicata all’immigrazione. C’è una stretta anti-ong. In particolare, si introduce la possibilità di interdizione temporanea del limite delle acque territoriali in caso di minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale.

La misura può durare al massimo trenta giorni, prorogabile di ulteriori trenta.

I migranti eventualmente a bordo di imbarcazioni sottoposte all’interdizione possono essere condotti anche in Paesi terzi diversi da quello di appartenenza o provenienza “con i quali l’Italia ha stipulato appositi accordi o intese che ne prevedono l’assistenza”.

Le espulsioni diventano più facili dopo il secondo ordine di allontanamento del questore. Chi è ritenuto soggetto “pericoloso” per la sicurezza dello Stato potrà essere riconsegnato allo Stato di appartenenza dal ministero dell’Interno.

 

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter!Ricevi gli aggiornamenti settimanali delle notizie più importanti tra cui: articoli, video, eventi, corsi di formazione e libri inerenti la tua professione.

ISCRIVITI

Altre Notizie della sezione

Archivio sezione

Commenti


×

Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.