Tributaristi INT per libertà e concorrenza in Europa
Il confronto interno si intreccia con interpretazioni controverse di pronunce della Corte di Cassazione e della Corte costituzionale, talvolta richiamate in modo parziale.
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Resta invece centrale, per la definizione del principio di libertà di esercizio del lavoro autonomo professionale, la storica sentenza n. 418/1996 della Consulta, che ha delineato con chiarezza il perimetro costituzionale entro cui si colloca l’attività professionale non ordinistica.
In questo contesto, l’INT ha partecipato alla consultazione pubblica sulla trasferibilità delle competenze promossa dalla Commissione europea, chiusasi oggi 27 febbraio 2026. L’iniziativa, avviata nel dicembre scorso e segnalata anche dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), è stata definita strategica per rendere più trasparente il riconoscimento delle competenze e favorire la mobilità dei lavoratori nell’Unione, anche nelle professioni non regolamentate organizzate ai sensi della Legge 4/2013.
L’INT ha dapprima risposto al questionario tecnico, quindi è intervenuto con un contributo specifico sulle professioni ex lege 4/2013. Il Presidente, Riccardo Alemanno, ha evidenziato come nell’UE coesistano professioni regolamentate e non regolamentate, talvolta nello stesso settore, e come l’eccesso di regolamentazione possa costituire un ostacolo allo stabilimento dei professionisti nei diversi Stati membri.
Secondo l’INT occorrono strumenti moderni e uniformi per attestare competenze e certificazioni, così da superare frammentazioni nazionali che producono effetti negativi sulla mobilità. In Italia la Legge 4/2013 ha introdotto due modalità di attestazione: l’attestato di qualità e qualificazione professionale dei servizi, rilasciato dall’associazione di appartenenza, e la certificazione secondo norme UNI, come la UNI 11511/2020 per il tributarista. Certificazioni che, essendo rilasciate previa autorizzazione dei Ministeri competenti, rappresentano un modello già strutturato e controllato.
Per l’INT, un’adozione uniforme a livello europeo di sistemi analoghi garantirebbe verifiche più rapide, trasparenti ed efficaci delle competenze, favorendo concretamente il diritto al lavoro professionale e la libera circolazione, nel rispetto della concorrenza e senza derive corporative di infausta memoria.
si discutono emendamenti alla legge delega di riforma della professione di commercialista che rischiano di comprimere la concorrenza e cancellare le tutele riconosciute ai professionisti associativi
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