Sanità privata e RSA, protesta contro l’emendamento contestato
Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp in piazza oggi norma accusata di penalizzare 300mila lavoratori.
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Nuova mobilitazione per i lavoratori della sanità privata e delle RSA. Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp hanno annunciato per oggi un presidio nazionale in Piazza Vidoni, a Roma, in concomitanza con la discussione del Decreto Lavoro al Senato. Al centro della protesta c’è un emendamento che, secondo le organizzazioni sindacali, penalizzerebbe il personale del settore sociosanitario accreditato escludendolo dall’adeguamento automatico delle retribuzioni previsto come anticipo sul futuro rinnovo contrattuale. Una scelta che i sindacati definiscono senza mezzi termini un vero e proprio “emendamento della vergogna”.
La contestazione dei sindacati
Secondo Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp la norma introdurrebbe una disparità di trattamento tra lavoratori che svolgono attività analogheall’interno del sistema sanitario.
È una scelta inaccettabile e profondamente sbagliata, dichiarano i segretari generali Federico Bozzanca, Roberto Chierchia e Rita Longobardi. Si colpiscono proprio le lavoratrici, i lavoratori e i professionisti che ogni giorno garantiscono assistenza, cura e presa in carico delle persone fragili per conto del Servizio sanitario nazionale e dell’intero sistema pubblico.
Per le organizzazioni sindacali, il provvedimento rischia di indebolire ulteriormente una vertenza già aperta da anni e di favorire indirettamente le associazioni datoriali del settore.
Contratti fermi da anni
La protesta si inserisce in un contesto caratterizzato dal mancato rinnovo dei contratti collettivi.
I sindacati ricordano che il personale della sanità privata attende il rinnovo contrattuale da otto anni, mentre per i lavoratori delle RSA il blocco dura da quattordici anni.
Una situazione che, secondo le sigle confederali, ha progressivamente ampliato il divario economico tra i dipendenti del comparto privato accreditato e quelli del Servizio sanitario nazionale, dove la contrattazione continua invece a seguire il proprio percorso di rinnovo.
Parliamo di professionisti che non hanno mai smesso di garantire continuità assistenziale, qualità delle prestazioni e servizi essenziali ai cittadini, sottolineano i sindacati.
Nel mirino il ruolo di AIOP e ARIS
Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp puntano il dito anche contro il mancato avanzamento delle trattative con le associazioni datoriali Aiop e Aris.
Secondo le organizzazioni sindacali, nonostante i tentativi di mediazione avviati dal Ministero della Salute e dalla Conferenza delle Regioni, i negoziati non avrebbero registrato sviluppi concreti.
Invece di creare le condizioni per riaprire il confronto e arrivare finalmente al rinnovo dei contratti, si introduce una misura che rischia di indebolire ulteriormente la posizione dei lavoratori e delle loro rappresentanze, affermano i sindacati.
La mobilitazione del 24 giugno vuole rappresentare un segnale politico precisomentre il Decreto Lavoro viene esaminato dal Senato.
Le federazioni della Funzione Pubblica chiedono il ritiro dell’emendamento e il rilancio immediato delle trattative per il rinnovo dei contratti della sanità privata e delle RSA.
Basta rinvii, basta alibi e basta scaricare sui lavoratori il costo dell’inerzia datoriale, dichiarano Bozzanca, Chierchia e Longobardi. La dignità del lavoro di cura non può essere messa in secondo piano e non può diventare una variabile dipendente degli equilibri economici del settore.
La manifestazione si inserisce in una vertenza che coinvolge oltre 300 mila lavoratrici e lavoratori e che, nelle prossime settimane, potrebbe conoscere ulteriori iniziative di mobilitazione qualora non arrivassero risposte sul fronte contrattuale.
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