Cure sicure per la vita
Giornata nazionale sicurezza delle cure.
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Ieri 17 settembre, si è celebrata l’ottava Giornata nazionale per la sicurezza delle cure e della persona assistita. Il tema scelto dall’OMS riguarda chi convive con una malattia non trasmissibile: terapie lunghe, politerapia e continui passaggi tra ospedale e territorio, dove gli infermieri presidiano buona parte dei rischi.
Il Ministero della Salute dedica l’ottava Giornata nazionale per la sicurezza delle cure e della persona assistita alla sicurezza dell’assistenza per le persone con malattie non trasmissibili (MNT). La scelta ricalca il tema del World Patient Safety Day 2026 dell’Organizzazione mondiale della sanità, accompagnato dallo slogan “Safe care for life!”, in Italia “Cure sicure per la vita”.
Nel gruppo delle MNT rientrano tumori, malattie cardiovascolari, patologie respiratorie croniche e diabete. Secondo quanto riporta ARES Sardegna, queste patologie causano circa il 74% dei decessi nel mondo.
La ricorrenza italiana nasce dalla Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 4 aprile 2019, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 113 del 16 maggio 2019. La richiesta era partita nel 2018 dalla Sub Area Rischio clinico della Commissione Salute, coordinata dalla Regione Emilia-Romagna. Nel maggio 2019 l’Assemblea mondiale della sanità ha fissato nella stessa data la giornata internazionale con la risoluzione WHA72.6.
Pazienti con malattie croniche: dove si concentrano i rischi
Chi ha una MNT segue trattamenti lunghi, complessi e ripetuti. Per questo incontra più spesso, e con maggiore intensità, i rischi legati al percorso di cura. La Regione Emilia-Romagna indica i nodi da affrontare: sicurezza nell’assistenza primaria e nelle transizioni di cura, gestione della politerapia, reti cliniche, modelli di assistenza a distanza, equità di accesso.
Per l’infermiere sono attività quotidiane. La riconciliazione della terapia all’ingresso e alla dimissione, prevista dalla Raccomandazione ministeriale n. 17, riguarda proprio i pazienti in politerapia. Poi c’è l’educazione all’autogestione e il passaggio di informazioni verso l’infermiere di famiglia e comunità, la Rsa o il domicilio. Nel paziente cronico la dimissione apre una nuova fase del percorso, e un’informazione persa in quel passaggio può tradursi in un evento avverso a casa. Il Ministero raccoglie raccomandazioni e strumenti operativi nella sezione su governo clinico e sicurezza delle cure.
La campagna 2026, come ha ricordato l’assessorato alla Sanità emiliano-romagnolo, ha quattro obiettivi:
far crescere la consapevolezza sui rischi per la sicurezza dei pazienti;
coinvolgere persone assistite e comunità nell’individuare problemi e soluzioni;
sostenere gli operatori nell’adozione di pratiche più sicure;
inserire la sicurezza delle cure nelle politiche e nei programmi per le patologie croniche.
La Regione ha aperto le celebrazioni mercoledì scorso, a Bologna con il seminario “Malattie non trasmissibili. Cure sicure per tutta la vita”, organizzato dal Centro regionale per la gestione del rischio sanitario. Le aziende sanitarie hanno presentato le esperienze inviate alla Call for Good Practices 2026 di Agenas. Proseguono l’Open Safety Day e la campagna informativa “Sicurinsieme”.
A Parma l’Azienda Ospedaliero-Universitaria e l’Ausl hanno organizzato ieri dalle 14 alle 18, il convegno interaziendale “La sicurezza che unisce: modelli integrati e buone pratiche tra ospedale, territorio e associazioni”, nell’aula Congressi dell’ospedale Maggiore. L’incontro è aperto a professionisti e cittadini. In serata la facciata del Maggiore e il municipio di Fidenza si illumineranno di arancione, il colore della Giornata. Alle 18.50 partirà da via Jacobs una camminata verso la Cittadella con i professionisti delle due aziende e UISP: il movimento resta una leva di prevenzione e gestione delle patologie croniche.
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