Dl semplificazioni, rischio sanzioni per chi non ha la Pec
E ora, dopo aver resistito a pensionamento e tempo che passa, migliaia di medici potrebbero decidere di cancellarsi dall'Albo
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La legge sulle semplificazioni, in arrivo, impone all’Ordine di sospenderli se non hanno la posta elettronica certificata. Prima arriva la diffida, minacciosa, poi la punizione per chi non si mette in regola. Per molti però il computer è oggetto misterioso, ed adeguarsi diventa assurdo. La Federspev (Federazione nazionale sanitari pensionati e vedove) ha scritto al premier Giuseppe Conte, ai Presidenti e Capigruppo di Camera e Senato, ai Ministri di Lavoro, Interno, Giustizia, Salute, Economia e Funzione pubblica. Il presidente Michele Poerio, ricorda come il grave disagio dei medici pensionati sia già stato segnalato anche dal presidente Fnomceo Filippo Anelli, e chiede l’introduzione “in corsa” di una norma transitoria che escluda dall’ obbligo gli over 75 privi di partita Iva che non esercitano più la professione pur rimanendo iscritti all’Ordine professionale. Il tempo però stringe.
Antefatto – Da luglio è operativa la sospensione dall’Albo dei professionisti che non si fossero ancora dotati di una casella di posta elettronica certificata (Pec). Questo in relazione al decreto semplificazioni numero 76 che sta per essere in questi giorni definitivamente convertito in legge alla Camera, ed è “blindato”. Secondo l’articolo 37 il professionista che non comunica il proprio domicilio digitale va diffidato dall’Ordine di appartenenza ad adempiere entro 30 giorni, e se non ottempera è sospeso dall’Albo finché non comunica la sua casella Pec. L’indirizzo di Posta elettronica certificata da comunicare è quello registrato all’Anagrafe nazionale della popolazione residente a disposizione della Pubblica amministrazione e dei gestori dei pubblici servizi (Registro Ini-Pec). Alcuni ordini in questi anni hanno messo a disposizione degli iscritti delle caselle di posta elettronica, a pagamento (la maggioranza) o meno (ad esempio, Milano). Anche per le imprese iscritte al registro, Società tra Professionisti incluse, vige l’obbligo di comunicare la Pec all’Ordine e nel loro caso, per inadempienze, c’è una sanzione pecuniaria fino a 2.064 euro.
La posizione Fnomceo – La norma ha una sua “durezza” nei confronti degli ordini, che sono tenuti a comunicare alle Pubbliche amministrazioni l’elenco dei domicili digitali degli iscritti ed il loro aggiornamento e ove non lo facessero possono essere commissariati, nel caso dei medici e odontoiatri dal Ministero della Salute. Il presidente della Fnomceo Anelli ha sottolineato già a luglio al premier alcuni aspetti di possibile incostituzionalità. In particolare, un governo non può decidere per decreto, “innovando”, la sanzione che l’ordine deve comminare, imponendone -tra l’altro- una pesantissima, che sospende il lavoro dell’iscritto, in barba al principio secondo cui la sanzione dovrebbe essere graduale. Gli ordini stanno intanto procedendo alle verifiche sui domicili digitali degli iscritti. Pensionati inclusi, in ogni provincia.
La posizione Federspev – «A differenza delle imprese che hanno tempo sino al 1° ottobre per mettersi in regola, nel caso dei professionisti il decreto semplificazioni non fissa una data entro la quale il professionista deve effettuare la comunicazione ma gli riconosce solo 30 giorni per adeguarsi», riflette Marco Perelli Ercolini, vicepresidente Federspev. «Ma quanti medici, giornalisti e pubblicisti oltre i 75, 80 anni – pur non esercitando più la professione – restano iscritti all’Ordine per senso di appartenenza, e nondimeno non hanno il computer, oggetto misterioso per loro? Questi medici saranno costretti a cancellarsi, anche se stiamo un po’ tutti dimenticando come i medici pensionati siano stati i primi nei mesi scorsi, sempre per senso di appartenenza, a buttarsi in prima linea per affrontare la pandemia da coronavirus, lamentando perdite altissime».
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