Ordini dei medici, 'investire in sanità pubblica per garantire universalità cure'
Fnomceo audita alla Camera. Leoni, 'bene governo su responsabilità professionale medici'
“Nell’apprezzare alcuni contenuti del provvedimento in esame”, il Ddl ‘delega al Governo in materia di professioni sanitarie e disposizioni relative alla responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie’, “ribadiamo la necessità di investire nel Servizio sanitario nazionale per continuare a garantire universalità, uguaglianza ed equità nelle cure”.
Ad affermarlo, il vicepresidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, Giovanni Leoni, audito questo pomeriggio in Commissione Affari Sociali alla Camera.
“Occorre finanziare adeguatamente il fondo sanitario nazionale in ragione delle spese, come affermato dalla Corte dei Conti e dall’Ufficio parlamentare di bilancio – ha aggiunto Leoni -.
Bisogna quindi far fronte al problema delle disuguaglianze di salute. La finalità prevalente del sistema di sanità pubblica deve essere quella di assicurare prestazioni legate a un bene di primaria rilevanza nell’ordinamento, la tutela della salute, che non può essere limitato da ragioni economiche. Riteniamo che questo disegno di legge sia il mezzo per poter apportare modiche all’art. 4 della legge n. 3/18 recante ‘Riordino della disciplina degli Ordini delle professioni sanitarie'”.
Molteplici i punti di discussione e le proposte Fnomceo: dalla formazione dei medici alla sicurezza delle cure, dalle applicazioni dell’IA in medicina alla riduzione delle disuguaglianze di salute, dall’equo compenso alle società tra professionisti, sino ad arrivare alla revisione, appunto, della ‘Legge Lorenzin’.
“Occorre una migliore governance del Ministero della Salute che gestisca la materia della contrattazione separatamente dalla funzione pubblica al fine della individuazione di uno status giuridico adeguato ai professionisti che operano nel Ssn”, ha auspicato Leoni. “Pertanto – ha aggiunto – la contrattazione nazionale deve essere inserita nell’alveo della responsabilità primaria del Ministero della Salute”.
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