FederTerziario Turismo: formazione, Pmi in ritardo.
Settore in crescita, ma molte figure professionali risultano irreperibili.
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Enzo Carella, presidente FT Turismo “Ripartire dalle piccole e medie realtà che formano il tessuto connettivo del settore”. Tra le principali indicazioni emerse dal TTG di Rimini, il grande mismatch tra domanda e offerta di lavoro e l’importanza di investire nelle nuove tecnologie, a partire dall’IA.
La domanda di personale qualificato nel comparto del turismo resta spesso insoddisfatta rallentando la crescita, mentre le aziende richiedono competenze sempre più avanzate. La formazione diventa un asset strategico di sviluppo su cui investire, a partire dalle piccole e medie realtà che formano il tessuto connettivo di un settore che impiega centinaia di migliaia di operatori. È il messaggio lanciato da Enzo Carella, presidente di FederTerziario Turismo, alla luce delle indicazioni emerse dal TTG Travel Experience, la manifestazione leader nel Mediterraneo per il turismo mondiale, che ha riunito a Rimini dal 14 al 16 ottobre 2.800 espositori e mille buyer italiani e stranieri in rappresentanza delle principali aziende del comparto turistico. Secondo il TTG Monitor, l’indagine di TTG Travel Experience, il 46,6% degli operatori dichiara di voler impiegare l’intelligenza artificiale per personalizzare le proposte di viaggio, mentre il 43,4% la utilizzerà a supporto della vendita diretta. Le tecnologie restano tuttavia uno strumento al servizio dei due elementi centrali: l’esperienza personale e il rapporto con i territori.
Per accompagnare la crescita, le Pmi hanno bisogno di creare relazioni stabili a livello locale, sviluppare nuove professionalità ed investire sulla formazione: “Il turismo in Italia è fatto soprattutto di piccole e piccolissime imprese, che devono essere messe in condizione di competere. Un obiettivo che si può raggiungere dando voce alle imprese e consolidando le connessioni con le istituzioni e gli enti locali. Il Turismo deve essere governato con un approccio sistemico, in grado di valorizzare le nostre eccellenze. In un contesto competitivo come quello attuale, emerge la necessità di offrire servizi di qualità, in grado di soddisfare le esigenze di ospiti provenienti da tutto il mondo. Evidente il bisogno di formazione continuativa per gli addetti del nostro settore a cui le associazioni datoriali possono dare risposte adeguate” – dichiara Carella. L’innovazione tecnologica, sottolinea il presidente di FederTerziario Turismo, è un altro passaggio chiave per lo sviluppo del settore: “Il turismo è un comparto in costante e rapida evoluzione, basti pensare ai cambiamenti intervenuti negli ultimi cinque anni. Restare al passo con le nuove tecnologie è condizione necessaria ma non sufficiente per essere competitivi: occorre sviluppare una capacità relazionale avanzata, per offrire ai nostri ospiti un’esperienza memorabile, in grado di rappresentare l’unicità di un intero territorio. Nell’era dell’innovazione tecnologica e dell’intelligenza artificiale, che rappresentano straordinarie opportunità di crescita e competitività – prosegue Carella – non dobbiamo dimenticare che il turismo è, prima di tutto, un settore fondato sulle persone e sulle relazioni umane. La tecnologia può migliorare i servizi e rendere più efficienti i processi, ma non può sostituire il valore dell’accoglienza, dell’empatia e della capacità di creare un legame autentico con gli ospiti. Per questo, investire nel capitale umano, nella formazione continua e nello sviluppo di nuove competenze rimane una priorità strategica. La vera sfida è saper coniugare innovazione tecnologica e qualità delle relazioni umane, perché sono le persone, con la loro professionalità e la loro capacità di raccontare e valorizzare i territori, a rendere unica l’esperienza turistica e a trasformare il turismo in un motore duraturo di crescita economica e sociale”.
Per il 2026 i dati finora disponibili inducono all’ottimismo: nei primi nove mesi di quest’anno il turismo in Italia ha registrato 523,7 milioni di presenze, segnando un incremento del 4,7% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre a luglio le presenze sono cresciute del 4,4% rispetto all’anno precedente, con un incremento del 6% di turisti stranieri. Le attività della Filiera del Turismo – in particolare alloggio, ristorazione e intermediazione – hanno generato nel 2025 un fatturato di circa 132,7 miliardi di euro e oltre 48,4 miliardi di valore aggiunto. Se la crescita dell’occupazione è un dato costante, aumenta anche la difficoltà delle imprese a reperire gli addetti alle attività di ristorazione, figure centrali del comparto. Il turismo, infatti, è uno dei settori più colpiti dal mismatch tra domanda e offerta di lavoro. Si tratta di un fenomeno in crescita, che ha portato a triplicare il numero dei profili irreperibili nel giro di pochi anni.
La domanda di formazione interessa tutti i livelli dell’attività, non solo operatori, addetti e tecnici, ma anche dirigenti e titolari delle aziende: “C’è bisogno di manager con competenze moderne e capacità di visione. La formazione deve rivolgersi necessariamente anche ad imprenditori e Top Manager, che molto spesso si sono costruiti da soli e che vogliono continuare il loro percorso di crescita. È anche a questo livello che si innesta l’offerta formativa di FederTerziario Turismo”, conclude Carella.
