Consulenti in proprietà industriale, 'la riforma rafforza gli Ordini'
Audizione della presidente Bardone sul restyling delle professioni.
“Soddisfazione” per le misure di tutela introdotte dal disegno di legge delega per il riordino delle professioni, in quanto “mirano a rafforzare il ruolo degli Ordini nazionali e garantiscono ai cittadini l’accesso alle competenze specialistiche di coloro che sono regolarmente iscritti agli Albi”.
Questo un passaggio dell’audizione che la presidente dell’Ordine dei consulenti in proprietà industriale Anna Maria Bardone ha tenuto questa mattina alla commissione Giustizia del Senato, parlando della riforma come di un testo “di rilievo storico, volto a rafforzare l’identità delle professioni e ad elevare la qualità delle prestazioni e delle competenze offerte ai cittadini”.
La sua categoria, si legge nella memoria consegnata ai parlamentari, “rappresenta la più ampia e qualificata comunità italiana di professionisti esperti in materia di brevetti marchi e design (con riserva di legge) che affianca cittadini, imprese e ricercatori nella gestione strategica degli asset aziendali per la protezione, valorizzazione e difesa della proprietà intellettuale, necessaria per tutelare e salvaguardare l’innovazione tecnologica, la creatività”.
Secondo Bardone, è “necessario” un aggiornamento ed adeguamento dei compensi spettanti ai periti e ai consulenti tecnici di ufficio regolati dal Decreto della presidenza della Repubblica 115/2002.
E il punto più delicato dell’iter della riforma “sarà, poi, l’adozione di decreti legislativi che dovranno definire gli ordinamenti e le competenze professionali, pertanto si auspica uno stretto coordinamento tra i ministeri vigilanti e gli Ordini nazionali”, recita, infine, la memoria.
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