Le libere professioni sono un asset strategico della duplice transizione
Presentato il Libro Bianco di Confprofessioni “Made in Italy 2030”
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Confprofessioni ribadisce il ruolo centrale delle libere professioni nella duplice transizione industriale italiana. In un position paper inviato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la Confederazione ha infatti sottolineato come i professionisti siano attori decisivi della doppia transizione digitale ed ecologica, capaci di accompagnare imprese e filiere nei processi di innovazione, riorganizzazione e internazionalizzazione.
Il contributo della Confederazione si inserisce nel percorso che ha portato alla pubblicazione del Libro Bianco “Made in Italy 2030”, il documento strategico, presentato al Cnel lo scorso 29 gennaio, con cui il MIMIT delinea la nuova politica industriale nazionale, frutto di due anni di consultazione pubblica con istituzioni, imprese, associazioni, università e centri di ricerca.
Una strategia industriale per un’Italia che cambia
Il Libro Bianco propone un modello di politica industriale articolato in quattro fasi: definizione di una strategia quinquennale; adozione delle politiche pubbliche; monitoraggio dell’attuazione; valutazione e aggiornamento costante della strategia. La base di partenza è la ricostruzione delle filiere produttive dell’intera economia italiana e la quantificazione del Made in Italy d’eccellenza, ovvero dei settori in cui l’Italia mantiene un vantaggio competitivo internazionale.
Il contesto globale è segnato da quattro grandi transizioni, demografica, geopolitica, tecnologica ed energetica, che stanno ridisegnando i sistemi industriali. Automazione, digitalizzazione, sostenibilità e sicurezza economica sono i pilastri della nuova rivoluzione industriale. In questo scenario, lo Stato assume il ruolo di stratega, chiamato a definire missioni, coordinare gli interventi e costruire un rapporto più integrato con il settore privato.
I dieci obiettivi del Libro Bianco
La strategia industriale del MIMIT si concentra su dieci priorità:
- consolidare l’Italia tra le prime dieci economie mondiali;
- rafforzare la manifattura avanzata;
- confermare il ruolo del Paese come potenza commerciale;
- aumentare produttività, occupazione e salari;
- ridurre i divari territoriali;
- costruire un modello energetico efficiente e stabile;
- governare le transizioni tecnologiche e ambientali;
- sviluppare filiere produttive più forti e integrate;
- garantire sicurezza economica e catene di fornitura resilienti;
- ampliare la cooperazione industriale internazionale, con particolare attenzione al Mediterraneo.
Capitale umano: la leva decisiva per competitività e innovazione
Il Libro Bianco dedica ampio spazio al tema delle competenze, considerate una leva trasversale per competitività, innovazione e coesione sociale.
Sul fronte formativo, il documento valorizza percorsi STEM, dottorati industriali e esperienze in azienda, ma chiede alle università di aggiornare rapidamente programmi e collaborazioni con imprese e territori. All’interno delle aziende, la formazione deve diventare strutturale: automazione, digitale e tecnologie verdi stanno trasformando mansioni e profili professionali. Infine, il MIMIT propone academy interne, modelli flessibili di aggiornamento, contratti formativi innovativi e un uso più efficace dei fondi interprofessionali.
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