Confassociazioni. I decreti si moltiplicano ma ignorano sempre i genitori partite iva e lavoratori autonomi
Ancora una volta il Governo ha perso l’occasione per evitare di discriminare i genitori che svolgono un lavoro autonomo rispetto a quelli che hanno un’attività lavorativa come dipendenti pubblici o privati.
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Nonostante il forte richiamo delle categorie a riequilibrare la situazione con opportuni emendamenti al Decreto Agosto siamo arrivati, invece, alla conversione senza alcuna soluzione per risolvere una questione socialmente ed economicamente così importante. E nulla è nemmeno previsto nei Decreti Ristori. Un atteggiamento inspiegabile”. Lo sottolineano in una nota Angelo Deiana, Presidente di Confassociazioni, e Federica De Pasquale, Vice Presidente Nazionale di Confassociazioni.
“Alla fine prendiamo atto che si è deciso di destinare i quasi 100 milioni di euro stanziati per il 2020 esclusivamente ai lavoratori dipendenti. Ci riferiamo – precisa Federica De Pasquale che in Confassociazioni ha anche la delega alle Pari Opportunità – al caso in cui bambini e ragazzi di età inferiore ai 14 anni (spostata ai 16 anni nel primo Decreto Ristori) siano costretti a rimanere a casa in quarantena se contagiati dal Covid-19. Ricordiamo che i genitori di tali soggetti hanno diritto ad usufruire di un congedo con la possibilità di astenersi dal lavoro per un periodo che va da 15 a 30 giorni se la prestazione non può essere svolta in smart working. In questa situazione hanno diritto ad una indennità del 50% della retribuzione pagata dall’INPS. E niente è invece previsto per i genitori Partite IVA e lavoratori autonomi, nonostante un interessamento, ai tempi della conversione del Decreto Agosto del Ministro per la Famiglia e le Pari Opportunità Elena Bonetti, e nonostante la recentissima, forte presa di posizione del Vice Presidente della Camera, Mara Carfagna”.
“Lo ribadiamo ancora una volta – ha concluso Deiana – qualunque forma di sostegno al mondo del lavoro ci vedrà sempre favorevoli senza distinzioni per la qualità dei lavoratori impattati dalla pandemia. Quello che troviamo francamente sconcertante è il sostegno unilaterale del Governo al mondo del lavoro dipendente e la profonda disattenzione al mondo delle Partite IVA. Lo dimostra il fatto che anche nei Decreti “Ristori”, quando si parla di scuole e misure per la famiglia, si ignorano incredibilmente i genitori lavoratori autonomi, quasi che fossero genitori ricchi o di serie B. Non è giusto perché, al di là di piccole elemosina spesso non dignitose, lavoratrici e lavoratori autonomi e con partita IVA non hanno visto luci nel tunnel della pandemia e sembra che il buio continuerà ancora per molto tempo”.
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