Riforma dell'ordinamento forense
Incontro in Tribunale a Napoli.
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Si è parlato del valore costituzionale della professione forense, delle principali novità della riforma dell’ordinamento forense e delle prospettive dell’Avvocatura in una società profondamente trasformata dalla tecnologia e dall’intelligenza artificiale, all’incontro “La riforma dell’ordinamento forense”, promosso dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli e svoltosi nella sala Auditorium del Palazzo di Giustizia di Napoli.
“L’Avvocatura appartiene alla struttura stessa dello Stato di diritto”, ha affermato la presidente Maria Rosaria Covelli, che ha portato il saluto della Corte d’appello di Napoli, richiamando gli articoli 24 e 111 della Costituzione e il ruolo dell’avvocato nel garantire l’effettività del diritto di difesa e del contraddittorio.
La presidente ha sottolineato, analizzando le principali novità della riforma, il significato del rafforzamento della tutela del segreto professionale, definendolo “una garanzia indiretta dell’effettività della difesa, di cui all’articolo 24 della Costituzione”, perché il rapporto tra avvocato e assistito presuppone una “relazione di fiducia nella quale la persona deve poter rappresentare la propria vicenda nella sua completezza”.
Particolare attenzione è stata dedicata ai giovani, alla formazione e all’accesso alla professione che “chiamata a tutelare diritti fondamentali, non può affidarsi soltanto alla conoscenza teorica delle norme”, ha sottolineato Covelli, evidenziando l’importanza dell’esperienza concreta e dell’aggiornamento permanente.
Riguardo il tema della digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale, la presidente ha ribadito che “la tecnologia può assistere il professionista, non sostituirne le valutazioni e la responsabilità, che resta centrale nelle strategie difensive e nel rapporto con l’assistito”.
“La magistratura – ha concluso – deve poter esercitare la giurisdizione nella piena autonomia e indipendenza che la Costituzione le riconosce.
L’Avvocatura deve poter esercitare la difesa con altrettanta autonomia e indipendenza.
Sono ruoli distinti, che devono poter dialogare. E il contraddittorio è tanto più efficace quanto più elevata è la qualità delle posizioni che vengono rappresentate. Un’Avvocatura preparata e autorevole non costituisce un elemento esterno alla buona amministrazione della giustizia: ne è una componente essenziale”.
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