Anno: XXVIII - Numero 29    
Martedì 10 Febbraio 2026 ore 13:30
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La diaspora italiana degli avvocati è interesse nazionale

Con questa affermazione il professor Vincenzo Zeno Zencovich, dell’Università Roma Tre, ha concluso il seminario promosso dal Consiglio Nazionale Forense.

La diaspora italiana degli avvocati è interesse nazionale

“Le comunità italiane all’estero costituiscono un interesse nazionale». Con questa affermazione il professor Vincenzo Zeno Zencovich, dell’Università Roma Tre, ha concluso il seminario promosso dal Consiglio Nazionale Forense che ha riunito una dozzina tra i principali specialisti italiani per discutere le ordinanze che hanno rimesso alla Corte costituzionale i dubbi di legittimità relativi al Decreto-Legge n. 36/2025. Secondo il giurista, gli italiani nati all’estero e i loro discendenti non possono essere considerati un problema istituzionale: storicamente sono stati «un veicolo di relazione con l’Italia» e continuano a rappresentare un fattore di proiezione culturale, economica e politica del Paese nel mondo.

Trasmetto integralmente attraverso i canali della Rivista Insieme, l’incontro ha riunito costituzionalisti, comparatisti ed esperti di diverse aree del diritto, che hanno analizzato i fondamenti delle rimessioni incidentali provenienti dai tribunali di Torino, Mantova e Campobasso, responsabili di sottoporre al controllo della Corte costituzionale i principali dubbi sulla nuova disciplina della cittadinanza per discendenza.

Nel corso degli interventi, i relatori hanno concordato nel ritenere che le ordinanze mettano in discussione non soltanto aspetti procedurali della riforma, ma soprattutto la possibilità che la nuova legislazione produca effetti equivalenti alla perdita retroattiva di uno status giuridico precedentemente acquisito sin dalla nascita, ipotesi che solleva rilevanti questioni sotto il profilo della certezza del diritto e della tutela dell’affidamento legittimo.

Tra i temi più discussi vi è stata l’eventuale violazione dell’art. 22 della Costituzione italiana, che vieta la privazione della cittadinanza per motivi politici. Diversi partecipanti hanno evidenziato che alcune delle giustificazioni emerse nel dibattito legislativo — come il contenimento del numero dei cittadini residenti all’estero, l’impatto sul corpo elettorale o il sovraccarico amministrativo degli enti pubblici — possono assumere natura politica e, pertanto, richiedere un rigoroso scrutinio di costituzionalità.

Sono state inoltre discusse le implicazioni europee della nuova disciplina, poiché la perdita della cittadinanza italiana può comportare automaticamente la perdita della cittadinanza dell’Unione europea, nonché i dubbi relativi all’uso della decretazione d’urgenza in una materia tradizionalmente regolata da legge ordinaria a seguito di dibattito parlamentare.

In chiusura, Zeno Zencovich ha ampliato la riflessione a una prospettiva storica, ricordando che fin dal XIX secolo la stessa formazione dello Stato italiano è stata legata alla consapevolezza che la presenza di italiani nel mondo rappresentasse una ricchezza strategica e non un rischio istituzionale.

 

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