Così si tradisce la fiducia dei cittadini
Il reintegro dei medici radiati mina autonomia professionale, deontologia e fiducia dei cittadini nella tutela della salute.
Ci sono confini che la politica non dovrebbe oltrepassare. Tra questi c’è l’autonomia degli Ordini professionali, chiamati a vigilare sul rispetto delle regole deontologiche che garantiscono la sicurezza dei cittadini. Il possibile reintegro dei medici radiati durante la pandemia non riguarda una vendetta contro i “no vax”, ma il rispetto di decisioni disciplinari assunte sulla base del codice professionale, non delle opinioni politiche.
Se un medico viene radiato per gravi violazioni della deontologia, esistono già procedure di riesame e di eventuale reiscrizione. Intervenire per legge significa trasmettere un messaggio pericoloso: che le decisioni degli organi competenti possono essere corrette dalla maggioranza politica del momento. È un precedente che indebolisce le istituzioni e mette in discussione il principio stesso dell’autonomia professionale.
La pandemia ha imposto sacrifici enormi a migliaia di medici che hanno operato seguendo le evidenze scientifiche e le indicazioni delle autorità sanitarie. Cancellare, anche solo simbolicamente, le conseguenze disciplinari per chi ha violato quei principi significa relativizzare il valore della deontologia e della responsabilità professionale. La salute pubblica non può essere terreno di rivincite ideologiche: la fiducia dei cittadini nella medicina si difende rispettando le regole, non riscrivendole a posteriori.
Altre Notizie della sezione
L’avvocatura davanti alla sfida dell’intelligenza artificiale
16 Luglio 2026La tecnologia aumenta l’efficienza, ma impone una riflessione urgente su occupazione, previdenza e futuro della professione forense.
Il Governo fa ridere, l’Opposizione di più
15 Luglio 2026Il voto di ieri alla camera certifica non solo la dissoluzione della maggioranza ma l’assenza di una opposizione degna di questo nome.
Università, il merito tradito dai baroni e dalla politica
14 Luglio 2026Precari sfruttati, concorsi contestati e riforme contestate: così l'università rischia di perdere definitivamente la fiducia dei giovani.
