“Tirocinio, welfare e previdenza: strumenti per attrarre e sostenere i giovani”
L’inizio dell’attività professionale rappresenta uno dei passi più significativi nella vita di un giovane Dottore Commercialista.
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È il momento in cui anni di studio, impegno e aspettative si trasformano in responsabilità, autonomia e progetto. Una fase delicata, resa oggi ancora più complessa dai profondi cambiamenti che caratterizzano il nostro tempo: dalla doppia transizione digitale ed ecologica alle trasformazioni sociali legate all’inverno demografico e alle nuove esigenze generazionali.
L’Italia, come ormai sappiamo, è sempre più al centro di un cambiamento silenzioso ma di grande impatto sul futuro del Paese. Secondo Eurostat. l’età media è oggi la più alta in Europa, 48,7 anni, e l’invecchiamento della popolazione continuerà a crescere nei prossimi decenni. Entro il 2050, per ogni lavoratore ci sarà un pensionato: un dato che incide profondamente sull’economia, modificando il rapporto tra entrate e uscite pubbliche, il funzionamento del sistema sanitario e la sostenibilità del sistema pensionistico.
Anche nel mondo dei Dottori Commercialisti, le sfide demografiche sono evidenti: nel 2024, i professionisti under 40 sono 14.617 e rappresentano appena il 19,8% del totale. Si tratta di una componente giovane e vitale della categoria, chiamata a garantire innovazione e dinamismo in un contesto professionale sempre più complesso.
Per sostenere concretamente l’ingresso dei giovani nella professione, la Cassa ha introdotto un nuovo contributo per incentivare lo svolgimento del tirocinio professionale. Dal 1° aprile al 30 aprile i beneficiari, ossia i Dominus, possono inviare le richieste. Lo stanziamento previsto è di 5 milioni di euro a partire dal 2026 e riguarda i dominus che riconoscano ai tirocinanti una borsa di studio di almeno mille euro al mese. L’iniziativa valorizza il tirocinio come momento centrale di formazione e responsabilità, rafforzando il legame tra i giovani e la comunità professionale. Investire sui tirocinanti significa investire sulla qualità futura della professione.
Le professioni tradizionali stanno evolvendo rapidamente: digitalizzazione, intelligenza artificiale e approcci multidisciplinari stanno ridefinendo competenze e modelli organizzativi. E accanto a questi mutamenti strutturali, emergono nuove aspettative da parte delle giovani generazioni, che cercano equilibrio, prospettive e soddisfazione nel lavoro che scelgono. In questo contesto, accompagnare i più giovani non è solo un atto di responsabilità, ma una scelta strategica per il futuro dell’intera categoria.
Lungo questa direttrice, la Cassa Dottori Commercialisti interpreta il proprio ruolo con lungimiranza, considerando le sfide che ci attendono. Oggi la previdenza non è più solo tutela pensionistica: è un sistema di welfare attivo, capace di accompagnare il professionista in tutte le fasi della vita lavorativa e di generare valore. Dall’ingresso nel mondo del lavoro alla crescita dello studio, dalla formazione specialistica alla conciliazione vita-lavoro, fino alla costruzione di un futuro previdenziale solido e sostenibile.
Per questo abbiamo rafforzato il dialogo con il mondo universitario, convinti che l’orientamento debba iniziare prima ancora dell’iscrizione all’Albo. Con il progetto “CDC EDU – Fare i conti con il futuro” incontriamo studenti in tutta Italia, diffondendo la cultura previdenziale e offrendo strumenti di consapevolezza: spiegando che il futuro si costruisce con scelte ponderate nel tempo, che le decisioni professionali hanno riflessi previdenziali e che conoscere i meccanismi del sistema è parte integrante della propria progettualità.
La cultura previdenziale deve, inoltre, accompagnare il professionista sin dall’inizio: preiscrizione e iscrizione alla Cassa non sono meri adempimenti formali, ma scelte consapevoli che incidono sul percorso futuro.
La Cassa continuerà a essere al fianco dei più giovani, con strumenti concreti e una visione chiara: trasformare la previdenza in una leva di sviluppo, stabilità e valore sociale per l’intera comunità professionale. Perché costruire il futuro significa farlo con consapevolezza, strumenti adeguati e un progetto condiviso.
di Ferdinando Boccia, Presidente CDC
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