Enpam. Retribuire i medici in quarantena
Richiesta della Cassa al governo, 'sì a tutele con via libera Catalfo'
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L’Enpam (Ente di previdenza dei medici e degli odontoiatri) “ha chiesto al governo di mantenere la retribuzione anche ai medici e agli odontoiatri convenzionati messi in quarantena, come già deciso per i dipendenti pubblici, giacché nel decreto legge sul Coronavirus non si fa “distinzione fra coloro che sono messi in quarantena, al fine di garantire la salute pubblica, poiché entrati in contatto con soggetti infetti e coloro che sono affetti (in maniera sintomatica o asintomatica) da Covid-19. I medici dipendenti pubblici che si trovano in una qualsiasi di queste situazioni sono considerati come se fossero ricoverati in ospedale, e dunque conservano lo stipendio”. Invece, “i medici che svolgono servizio pubblico per il Servizio sanitario nazionale in regime di convenzione, non vengono tutelati dallo Stato se posti in quarantena. Ad esempio, un medico di guardia, o un medico convenzionato del 118 che entrano in contatto con un paziente affetto, vengono posti in quarantena ma perdono la retribuzione”, dichiara il presidente della Cassa, Alberto Oliveti, segnalando come, “buttando il cuore oltre l’ostacolo, l’Enpam ha, comunque, annunciato che tutti i medici in prima linea saranno tutelati, sulla base dell’autorizzazione data dal ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, nel corso di un incontro diretto avvenuto il 25 febbraio”. In quell’incontro, “si è parlato tuttavia della sola ‘zona rossa’ formalmente intesa, ma questa è un’emergenza nazionale, e per i sanitari andrebbe considerata zona rossa ogni luogo del territorio italiano in cui entrano in contatto con il Covid-19”, chiude Oliveti.
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