Enpam. Nella categoria c'è un 'gap' digitale
Il presidente Oliveti evidenzia il problema tra cui la 'interconnessione'
“Un’idea finché resta un’idea è soltanto un’astrazione, se potessi mangiare un’idea, avrei fatto la mia rivoluzione, cantava Gaber 50 anni fa.
Oggi, anche nell’ambito della salute, siamo di fronte alla rivoluzione della transizione digitale.
Tuttavia, se il 95% dei medici di famiglia vede i servizi di telemedicina come una grande opportunità, ma soltanto il 30″ ne ha usufruito, significa che c’è un gap”. Lo ha detto stamattina il presidente dell’Enpam, Ente di previdenza dei medici e degli odontoiatri Alberto Oliveti, intervenendo all’evento “La sanità digitale al servizio della salute pubblica”, organizzato a Roma da Frontiers Health Italia.
“Abbiamo un problema di interconnessione. C’è l’esigenza di investire e costruire infrastrutture. Inoltre, serve un grande sforzo da parte di chi sarà incaricato di dare competenze e conoscenze, per far sì che si impugni bene questo concetto di digitalizzazione. La rivoluzione digitale è fondamentale per andare avanti, però per andare avanti bisogna ‘mangiarsela’ questa idea”, ha proseguito. “Quanto oggi – si è chiesto Oliveti – è completamente validato della frontiera avanzata, della digitalizzazione, della telemedicina, dell’intelligenza artificiale? C’è da fare anche lì per avvicinarsi al concetto della ‘commestibilità’ dell’idea”. Il presidente dell’Enpam ha, quindi, ribadito l’assoluta priorità del capitale umano per potere realizzare l’auspicata rivoluzione digitale in campo medico. “La medicina – ha detto – avrà una grande amplificazione dall’intelligenza artificiale, dalla digitalizzazione, dalla conseguenza dei codici binari in condizioni discrete per poter dare delle risposte. Però non si potrà mai prescindere, io ne sono convinto, dall’esigenza di dare anche un valore morale, umano”. “Modificare il Servizio sanitario nazionale sotto l’impatto del Pnrr è una scommessa non facilissima di questi tempi, con i cigni neri che girano, ma che vogliamo vincere.
Quindi è bene valutare con correttezza anche i problemi. Come Ente di previdenza – ha chiuso – abbiamo grande attenzione all’esercizio professionale dei medici e degli odontoiatri, perché è dal lavoro che nascono i contributi per le pensioni”.
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