Casse di previdenza e Poltronesofà
La sfida per i posti nel CdA di BPM diventa cartina di tornasole delle strategie e delle tensioni tra casse previdenziali, tra ambizioni finanziarie, responsabilità verso gli iscritti e delicati equilibri di governance.
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Su MilanoFinanza di oggi, 5 febbraio 2026, alla pag. 3, vi è un interessante articolo di Andrea Deugeni e Luca Gualtieri sul fatto che “Gli enti previdenziali puntano ad aggiudicarsi due posti nel nuovo CdA di BPM”.
Si tratta dei due posti da assegnare ai membri del patto di consultazione che dal 2020 raggruppa nel capitale le Casse di previdenza e le Fondazioni di origine bancaria.
Il patto si è assottigliato dall’8,3% del 2022 all’attuale 5,9% e si apprende che dell’accordo fanno parte Enpam, con l’1,99%, Cassa Forense, con l’1,66% e Inarcassa, con l’1,03%, tutte aderenti all’Adepp.
Fuori patto vi è però anche Enasarco che ha in portafoglio l’1,4% di BPM.
Attualmente l’accordo esprime nel board di BPM il Presidente dell’Enpam e dell’Adepp, dott. Alberto Oliveti.
Ora sembra che alle Casse siano assegnati due posti, fermo l’Enpam, la competizione sembrerebbe ristretta tra Cassa Forense ed Enasarco.
Enasarco però ha avviato il percorso di uscita dall’Adepp. Si legge nell’articolo che “la motivazione formale è la mancanza di dialogo e di confronto ma c’è chi ipotizza che dietro ci sia il mancato decollo del progetto Miria. Enasarco puntava a fare della propria SGR Miria una piattaforma unica di asset management per il mondo Casse, ma il progetto si è arenato anche per le perplessità degli altri Enti.”
“Oggi, 30.12.2025, la Fondazione Enasarco e Roma Capitale presentano un risultato che unisce solidità di mercato e responsabilità sociale. È un’operazione che valorizza il patrimonio degli iscritti e, al tempo stesso, contribuisce a dare risposte concrete a una delle maggiori emergenze della città: la casa. Nel 2024 il nostro Consiglio di Amministrazione ha approvato un percorso chiaro: razionalizzare e valorizzare il patrimonio immobiliare, reinvestendo le risorse in iniziative più efficienti e più redditive per la nostra comunità. Proprio in questa logica, Enasarco – insieme ai gestori dei Fondi Enasarco Uno e Due e a Miria Group – ha partecipato all’avviso pubblico lanciato da Roma Capitale per acquisire immobili destinati all’edilizia residenziale pubblica. Una scelta che ha permesso di presentare la più ampia offerta unitaria tra quelle ricevute dal Comune, con oltre 1.042 alloggi e 868 pertinenze, e che ha ottenuto la priorità prevista dal bando stesso. Il Comune di Roma ha già deliberato l’acquisto della prima tranche di 338 alloggi, per un valore complessivo di 53,4 milioni di euro, di cui 317 provenienti direttamente dal patrimonio della Fondazione. L’Agenzia del Demanio ne ha certificato la congruità, generando per Enasarco una plusvalenza di circa il 55% sui valori di carico: un risultato importante, trasparente, verificato, che conferma come questa sia un’operazione a pieno titolo di mercato, svolta nell’interesse esclusivo degli iscritti. Ma c’è di più: questa operazione è anche un gesto di corresponsabilità istituzionale. Roma vive una pressione abitativa senza precedenti: servono soluzioni immediate, qualificate, sicure. Oggi Enasarco fa la sua parte. Lo fa senza rinunciare alla tutela del proprio valore patrimoniale, ma anzi rafforzandolo, e dimostrando che un ente previdenziale può essere, contemporaneamente, un investitore solido e un attore sociale del territorio. Desidero ringraziare il Sindaco e Roma Capitale per la collaborazione istituzionale e tecnica: il lavoro congiunto delle amministrazioni pubbliche e dei soggetti dell’economia reale, quando si muove in modo trasparente, produce risultati concreti e misurabili. Questo è il senso politico di oggi: mettere insieme mercato e coesione sociale, valorizzare un patrimonio privato per generare un impatto pubblico, sfruttare strumenti moderni – come il bando e la verifica di congruità – per costruire una risposta seria e non emergenziale alla questione abitativa. Per Enasarco questa è una tappa, non un punto di arrivo. Continueremo a operare con la stessa linea strategica: valorizzare, investire, modernizzare. E, quando possibile, contribuire al bene della comunità che ci ospita. Oggi Roma e Enasarco dimostrano che la buona amministrazione è possibile: quando si uniscono visione, responsabilità e capacità gestionale, il risultato è un beneficio per tutti”.
“Da tempo Enasarco cerca soci per l’ex Gwm acquistata – come riporta l’ultimo bilancio dell’ente – per 44,5 milioni di euro a inizio 2024 dagli ex gestori azionisti Roberto Tamburrini, Peter Sartogo, Matteo Cidonio e Gennaro Giordano (il restante 47% era in mano a Massimo Caputi, Antonio Errigo e Alessandra Patera). Per allargare il capitale son state sondate negli ultimi 12 mesi le principali casse previdenziali e anche Cdp Venture, ma per il momento le interlocuzioni sono andate a vuoto. L’ingresso del Banco con una quota del 5% (ma inizialmente si è discusso di un pacchetto più rotondo del 10%) sarebbe il primo e, secondo qualcuno, l’operazione sarebbe da leggersi anche in vista del rinnovo di primavera del consiglio di amministrazione di Piazza Meda in cui Giuseppe Castagna cerca la riconferma per il quarto mandato” (Fonte MF del 4.12.2024)
Qui di seguito la dichiarazione della Presidente di Enasarco, Patrizia De Luise all’evento Enasarco alla Borsa di Milano: “Il sostegno all’economia reale e al Sistema Paese è parte integrante della responsabilità istituzionale di Enasarco. Per questo abbiamo scelto di partecipare come anchor investor al Fondo Miria SMID Cap Italia, contribuendo a un’iniziativa strategica che rafforza il mercato dei capitali e sostiene le piccole e medie imprese, vero motore dell’occupazione e del valore aggiunto nazionale. Crediamo che creare un ponte stabile tra capitale istituzionale e PMI significhi non solo generare rendimenti sostenibili, ma anche rafforzare la competitività del made in Italy e la coesione economica del Paese. È in questa prospettiva che Enasarco intende continuare a svolgere un ruolo attivo e responsabile nello sviluppo dell’economia italiana”. (24 gennaio 2026).
Proprio stamane Enasarco doveva essere audita in Commissione bicamerale di controllo sugli enti previdenziali ma ieri sera l’incontro è stato rinviato a data da destinare.
A me non sembra che sia un modo soddisfacente per la gestione delle risorse delle Casse di previdenza che sono costituite da contributi obbligatori che i professionisti debbono versare per legge.
Vedremo come finirà la corsa alle poltrone!
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