Cassa del notariato, 'il patrimonio supera i 2 miliardi'
Audizione in Bicamerale sulla previdenza, '52% investito in Italia'.
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Il valore di mercato del patrimonio investito dalla Cassa del Notariato ha superato, al 10 settembre scorso, i 2 miliardi e “la quota allocata nel sistema Italia è pari a circa il 52%, comprendendo sia strumenti liquidi (Btp, obbligazioni, certificati assicurativi, fondi gestiti da Sgr nazionali, depositi bancari), sia illiquidi”, ossia “fondi di private equity, fondi immobiliari e immobili”, tutti situati nella Penisola.
Ad affermarlo il presidente dello stesso Istituto pensionistico dei circa 5.200 notai italiani, Vincenzo Pappa Monteforte, ascoltato in mattinata nella Commissione parlamentare per il controllo delle gestioni previdenziali, che sta conducendo un’indagine conoscitiva sugli investimenti del comparto.
“Noi siamo, forse, gli unici, oramai, ad applicare il sistema retributivo” per il calcolo delle pensioni degli iscritti, dichiara, la cui applicazione “si correla alla doppia funzione che svolgiamo: siamo ancipiti, al contempo pubblici ufficiali e liberi professionisti, di conseguenza le nostre pensioni non sono assolutamente rapportate all’entità dei versamenti contributivi.
“La Cassa del Notariato – ha aggiunto Pappa Monteforte – nata nel 1919, è la più vecchia” tra gli Enti di previdenza, e “siamo stati fra i primi a parlare di solidarietà, mutualità, patto intergenerazionale e aiuto ai più deboli, prima che entrasse in vigore la Carta costituzionale”.
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