Anno: XXVIII - Numero 22    
Martedì 3 Febbraio 2026 ore 13:30
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Vi dico quale sia il reale timore dei magistrati che sostengono il NO.

Non quello di perdere l'Indipendenza.

Vi dico quale sia il reale timore dei magistrati che sostengono il NO.

Questa è una clamorosa sciocchezza, cui (siamo seri!) nessuno crede.

Per quanto possa apparire singolare, persino i miei colleghi del NO sanno leggere e, dunque, leggono, come me, come voi, come chiunque altro, che l’articolo 104 della Costituzione riformato così dispone:

“La magistratura è un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere dello Stato …”

E allora?

“Ingenuotti, fessacchiotti” (direbbe Totò)

Ecco quello che nessuno vi direbbe.

L’Indipendenza protegge la fase della decisione: protegge il momento in cui il pubblico ministero assume una iniziativa (il giudice una decisione), garantendogli la libertà da condizionamenti esterni all’ordine cui appartiene.

Ma, una volta assunta l’iniziativa, il pubblico ministero (come il giudice) dovrebbe rispondere delle conseguenze che la sua libera scelta: libera e, dunque, assolutamente “sua”, provoca nel mondo esterno.

Invece, oggi il pubblico ministero (come il giudice), salvo clamorose e più che mai evidenti cadute nell’illecito, non rispondono mai e poi mai delle proprie scelte, iniziative, omissioni.

questo (!!) è il timore reale: non di perdere l’indipendenza, garantita costituzionalmente.

E’ il timore di perdere, sull’onda di un giudizio popolare infausto per la mia categoria, lo Scudo della Irresponsabilità, quando una decisione erronea dovesse produrre effetti irreparabili.

Io riconosco che a noi magistrati la vita ci è resa molto comoda dalla totale irresponsabilità, che ci protegge tutti, al di là del merito, della competenza, della professionalità.

Invece, il pubblico ministero (come il giudice) dovrebbe essere protetto dalla professionalità con cui agisce, della quale dovrebbe essere pronto a dare conto, sempre. L’indipendenza è un valore se associata alla professionalità: se no, è un privilegio personale.

Dunque, chi vota no manterrà un salvacondotto per me e per tutti i magistrati, che con le loro iniziative, anche le più arbitrarie, dovessero sconvolgere la vita dei loro simili:

a tutela di … loro stessi.

Chi voterà SI, porrà le basi per imporre ai magistrati, finalmente, un Obbligo di professionalità verificabile:

a tutela di noi cittadini tutti.

Di Gennaro Varrone Pm a Pescara

 Tratto dalla pagina Facebook I MARTELLATORI

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