Gli insulti di Gratteri ai cittadini hanno oltrepassato il limite, auspichiamo un richiamo da parte del Presidente della Repubblica
La nota della Giunta dell’Unione delle Camere Penali a seguito degli insulti di Gratteri ai cittadini che voteranno sì al referendum.
L’affermazione del dott. Nicola Gratteri, secondo cui voterebbero per il “No” le “persone perbene” e per il “Sì” indagati, imputati e poteri deviati, non è un’opinione: è un insulto.
Riduce milioni di cittadini a una categoria di sospetti e li dipinge come moralmente indegni solo per la loro scelta di voto.
Qui si è oltrepassato il limite.
Un magistrato, per il ruolo che ricopre, non può permettersi parole che dividono, diffamano e deformano la realtà. Non è libertà di espressione: è delegittimazione del pluralismo. E quando simili esternazioni provengono da chi amministra la giustizia, il danno non è personale ma istituzionale, perché incrina la credibilità dell’intera magistratura.
Le consuete iperboli retoriche del dott. Gratteri sono note. Ma dopo le false affermazioni attribuite al dott. Giovanni Falcone, questa ennesima forzatura appare come una recidiva che inquina il confronto elettorale con disinformazione e allarmismo.
È il volgare attacco di chi non ha argomenti, un moralismo antipluralista che svuota il confronto democratico e sostituisce il merito delle idee con la delegittimazione personale. Non è dibattito: è greve propaganda.
Per questo ci auguriamo un richiamo da parte del Presidente della Repubblica, quale garante dell’equilibrio istituzionale e Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, a tornare nell’alveo di un confronto rispettoso sul merito della riforma.
La Giunta
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