Anno: XXVIII - Numero 210    
Mercoledì 4 Novembre 2026 ore 13:30
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La contromanovra di Mattarella

Il Colle sfida la manovra: salari, sanità e scuola prima dei manganelli.

La contromanovra di Mattarella

Il presidente torna a parlare dei problemi degli italiani – il caro vita, i salari bassi – dopo aver invitato a non criminalizzare i giovani che manifestano pacificamente in piazza e dopo le sollecitazioni a investire in scuola, sanità, innovazione. Con un messaggio per nulla cifrato: politiche adeguate, più dei manganelli

Coesione e attenzione alle richieste delle persone a partire dall’aggressione al loro tenore di vita. Sergio Mattarella lancia per l’ennesima volta l’allarme sul caro vita e sui bassi salari, proprio nel giorno in cui le piazze italiane si riempiono di lavoratori dell’Usb e studenti che manifestano. Un atteggiamento ben più dialogante rispetto a quello di un governo che per settimane si è speso nei confronti dei manifestanti con un volto prevalentemente repressivo. La coincidenza di oggi è del tutto casuale, ovviamente, ma se al Colle hanno seccamente stigmatizzato le violenze del 17 ottobre a Milano, è altrettanto vero che nei giorni a seguire il presidente della Repubblica si è speso per non criminalizzare i giovani e per sollecitare investimenti in scuola, sanità, salari, innovazione, in una sorta di manovra parallela rispetto a quella dell’esecutivo.

Ma tornando alla cronaca. Oggi strade e piazze di molte città erano percorse dai cortei dei sindacati di base e degli studenti contro il caro vita. In un messaggio scritto da giorni alla Giornata Mondiale del Risparmio, il capo dello Stato ha fatto presente che “i conflitti geoeconomici e geopolitici aggrediscono, con l’inflazione e una dinamica salariale inoperosa, il tenore di vita dei cittadini”, ha criticato “la finanza meramente speculativa” e invocato politiche europee unitarie perché invece “gli ostacoli al mercato unico da un lato e la relativa debolezza del risparmio a lungo termine dall’altro dirottano altrove ingenti risorse e frenano investimenti che potrebbero, invece, rendere più forti le nostre società”. Uno sguardo ampio, come si vede, per far capire ai popoli europei come “salvaguardare e promuovere i valori della propria civiltà”.

Politiche adeguate, non solo manganelli, insomma.

Non è un caso che per giorni, alla vigilia del varo della manovra da parte del governo, Mattarella abbia voluto sottolineare alcuni ambiti in cui a suo avviso un disinvestimento potrebbe portare problemi sociali tanto forti da divenire, oltre che disagio reale per milioni di cittadini, terreno di coltura per le proteste. Scuola, sanità, salari, giovani sono stati i temi su cui nelle ultime settimane ha cercato di attirare l’attenzione del governo, ben sapendo che le risorse sono scarse, ovviamente, e che questa è una manovra elettorale. La legge di bilancio dell’esecutivo è intervenuta su alcuni capitoli, con sgravi per il ceto medio e un piccolo intervento sulle scuole, ma secondo molti osservatori non basta ancora.

Il capo dello Stato ha ricordato che bisogna “annullare le diseguaglianze” nel campo della sanità, ha fatto notare come la fuga dei giovani sia “una questione sociale”, ha indicato come aspetti di vulnerabilità della nostra economia siano – citando peraltro Confindustria – “costo dell’energia, inflazione, bassi salari, deficit complessivo di produttività”. L’obiettivo è la crescita del Paese, il benessere dignitoso di tutti i cittadini e una consapevolezza precisa: “Una società coesa è una società che dà forma e sostanza alla propria sicurezza”. Facendo risparmiare nella spesa di fumogeni e manganelli. 

di Barbara Tedaldi su Huffpost

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