Anno: XXVIII - Numero 210    
Mercoledì 4 Novembre 2026 ore 13:30
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Il gioco della sedia

Il grande riposizionamento dei peones del centrodestra in cerca di rielezione.

Il gioco della sedia

Negli ultimi mesi si sono registrati almeno 20 cambi di casacca interni ai partiti della destra, e altri sono in arrivo. L’emorragia di qualche tempo fa sembra essersi arrestata, ma l’andirivieni tra i partiti di maggioranza è inarrestabile. Tutti (o quasi) in cerca di riconferma del seggio nel Parlamento che verrà

Il trasformismo è un’infelice prassi della politica italiana. Già nei primi due anni della legislatura ci sono stati registrati 52 cambi di gruppo. Una tendenza rinverdita negli ultimi mesi, settimane che però raccontano un’altra storia. Il vaso l’ha rotto Roberto Vannacci, lasciando la Lega il 3 febbraio scorso. Con la nascita della sua formazione, Futuro Nazionale, è iniziata una slavina di spostamenti di parlamentari. Quasi tutti a destra. Dall’uscita del generale a oggi 17 deputati e 3 senatori hanno cambiato casacca. Altri hanno le valigie in mano, mentre la nuova legge elettorale moltiplica la nascita di nuove sigle. Un carnevale di opportunità last minute. 

A inizio anno l’onda Vannacci sembrava ancora alta. Uno tsunami che oggi sembra essersi ridotto, almeno stando ai sondaggi. I primi a surfarci sopra sono stati due leghisti: Rossano Sasso ed Edoardo Ziello hanno detto addio a Matteo Salvini il 6 febbraio. A bordo è salito anche Emanuele Pozzolo, il meloniano cacciato da Fratelli d’Italia dopo lo sparo di Capodanno 2024. Una prima componente, diventata subito attrattiva. A bordo sono saliti Laura Ravetto, Domenico Furgiuele, Gianangelo Bof.

Tutti dalla Lega, tranne Attilio Pierro e Davide Bergamini, sbarcati da Forza Italia – in realtà entrambi erano stati eletti con la Lega, ma è un’altra storia. Il vero “furto” a danno dei berlusconiani è quello di Tommaso Calderone, forzista e ora vannacciano “doc”: “Torno a Itaca”, aveva detto al generale, commuovendosi.

Niente da fare per Erik Pretto, accusato dalla Lega di mancato versamento di alcuni contributi. Un’ipotesi “infondata” per il deputato veneto, riparato al Misto dopo aver cercato sponda in Futuro Nazionale e ora felicemente in Forza Italia. Percorso diverso quello scelto da Calogero Pisano, migrato in Noi Moderati e tornato in FdI. Sempre tra i meloniani ha trovato casa più di recente Roberto Traversi, ex Movimento 5 Stelle.  

Anche l’opposizione ha la sua quota di fuoriusciti. Molti, però, sono dovuti ai primi mesi di legislatura, quando deflagrava la rottura tra Renzi e Calenda. A fine legislatura è stato il Pd a perdere due pezzi pregiati: prima Marianna Madia, ex ministra insofferente per la linea più radicale di Elly Schlein e ora in Italia Viva; poi Bruno Tabacci, eletto da indipendente col Partito democratico e ora libero di muoversi nel Misto per formare un partito di centro sì, ma che guardi sempre a sinistra.

Proprio l’inseguimento di un centro, stavolta con occhi tutti a destra, ha generato l’opportunità per un passaggio al Misto di Luca Sbardella. Meloniano doc, è stato preso in prestito da Cateno De Luca in modo che Sud Chiama Nord, formazione del sindaco di Messina, avesse una componente alla Camera. Con lui, è tornato nei ranghi della maggioranza Manlio Messina, ex FdI, e Luca Gallo, unico eletto con De Luca alla Camera.  

Movimenti resi necessari dallo Stabilicum. La nuova legge elettorale rende molto più agevole la vita di quei partiti, più o meno piccoli, che hanno già una rappresentanza in parlamento: prevede infatti che i partiti non in parlamento debbano raccogliere almeno 6.000 firme in ogni collegio plurinominale. Una cifra monstre, evitabile con la formazione di un gruppo alla Camera o al Senato. Ed ecco quindi spiegata la transumanza, anche a sinistra, di senatori come Luigi Nave, prestato dal M5s alla componente Avanti Psi per dare corpo a Progetto Civico Italia di Alessandro Onorato. Idem per Antonio Guidi di Noi Moderati ora a Italia Domani dell’ex comunistra Marco Rizzo. Ma anche i comunisti “veri”, quelli di Rifondazione, hanno preteso la loro quota, ottenendo in leasing il microbiologo e senatore dem Andrea Crisanti.
Sono movimenti elettorali. Lo sono ancora di più gli ultimi andirivieni in Forza Italia: il partito di Antonio Tajani ha acquistato dalla Lega l’ex magistrato Simonetta Matone, ma ha salutato un deluso Fabrizio Sala, deputato brianzolo sulla rotta di Fratelli d’Italia passando dal Misto. Lo stesso percorso potrebbero farlo gli azzurri Annarita Patriarca e Pino Bicchielli: entrambi in sofferenza, sarebbero pronti a dire addio a Tajani nei prossimi giorni. Sarebbero il numero 20 e 21. Uscite dolorose: non le prime, non le ultime. 

Di Giulio Ucciero su Huffpost

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