Mattarella sfida la legge pro no-vax
Il monito del Colle sul reintegro dei medici: il Senato può ancora correggere la norma voluta da FdI.
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Il presidente della Repubblica, senza mai citarlo, esprime tutto il suo disappunto sulla norma voluta da Fratelli d’Italia e approvata alla Camera. Il testo è passato in prima lettura, la maggioranza ha il tempo di intervenire sulla norma. Se dovesse passare così com’è, il Quirinale farà le sue attente valutazioni
Incomprensibile, sconcertante. Sergio Mattarella lascia perdere i toni soft e non usa mezze misure per condannare chi propaga “credenze irrazionali e fake news distruttive“ su scienza e ricerca. E lo fa all’indomani di un voto che aveva sperato fino all’ultimo si potesse evitare.
Ieri, infatti, la maggioranza alla Camera ha approvato una amnistia per i medici no vax radiati dall’albo durante la pandemia di Covid. A nulla sono valse le proteste dei medici stessi, il faro del Quirinale e l’opposizione di mezza Forza Italia. Il ministro? Non si espone nemmeno davanti a domande mirate.
Ricapitolando. Il testo era stato proposto a luglio in commissione Affari sociali a Montecitorio da FdI. Immediata l’insurrezione dei medici, ma anche Forza Italia aveva protestato. Il capo dello Stato aveva chiesto lumi al ministro della Salute Orazio Schillaci e tutto era stato rimandato a ottobre. Approdato infine in aula, la norma è stata confermata e ieri anche la gran parte di FI si è unita alla maggioranza e al partito di Vannacci ed ha dato il via libera al reintegro dei medici negazionisti.
E ora? Quel che pensa il Presidente è chiarissimo: “L’opposizione pregiudiziale ai vaccini è uno dei sintomi più sconcertanti: quando ci troviamo davanti a fatti dolorosi di cronaca, con adulti o bambini che rischiano o addirittura perdono la vita che avrebbero potuto facilmente difendere, si avverte l’esigenza di contrastare l’opera di chi cerca di avvelenarne l’opinione”.
Ma oltre a mettere in guardia dal rischio di “nuove barriere materiali e immateriali” che potrebbero azzoppare la lotta a future eventuali pandemie, il Presidente, a poche ore dal varo della manovra, ricorda che il Servizio sanitario nazionale “è nato per rendere il diritto alla salute un diritto pieno di cittadinanza” e il suo ruolo sarebbe “vanificato” se “le risorse disponibili, o le offerte di cura, o la qualità di strutture e infrastrutture, allargassero anziché restringere le diseguaglianze”.
Il presidente della Federazione dell’ordine dei medici Filippo Anelli esprime tutta la sua “delusione” per il voto di ieri che, tra l’altro, si impone con una legge ordinaria sull’operato dell’Ordine dei medici e sul loro Codice deontologico. Un precedente non felice. E il sito della Fnomceo si apre con il lungo elenco dei medici caduti durante il Covid mentre curavano i contagiati.
Il ministro della Salute intanto non si espone. Ascolta in prima fila le parole di Mattarella durante la cerimonia per I Giorni della Ricerca e poi fila via. Insistiamo: ma lei è d’accordo con la norma votata ieri? “Sto andando al Consiglio dei Ministri” glissa. Chissà se riferirà quel che pensano al Quirinale, sia sui vaccini che sui fondi per la sanità.
Ora il testo sull’amnistia dei no vax passerà al Senato, in teoria ci sarebbe il tempo per ascoltare l’appello del Presidente e correggere il tiro. L’arma finale del Quirinale è sempre la possibilità di non firmare la legge. Finora Mattarella ha rinviato alle Camere una sola norma sulle mine antiuomo, durante il governo Gentiloni, ha sempre preferito la moral suasion silenziosa al braccio di ferro clamoroso. Oggi la moral suasion è stata esplicita, si attende la decisione della maggioranza di governo.
di Barbara Tedaldi su Huffpost
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