Anno: XXVIII - Numero 195    
Giovedì 15 Ottobre 2026 ore 13:30
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Preoccupa portabilità posizione individuale in complementare

Maggi (Assofondipensione) denuncia i rischi della portabilità dal 31 ottobre: patrimoni incerti, investimenti congelati e concorrenza sleale a danno dei fondi pensione negoziali.

Preoccupa portabilità posizione individuale in complementare

“Siamo molto preoccupati per quanto riguarda la portabilità della posizione individuale nella previdenza complementare che dovrebbe, se non viene di nuovo posticipato, entrare in vigore il 31 ottobre. Non conosciamo a tutti gli effetti l’impatto che avrà sugli iscritti che decideranno di aderire ad altre forme di previdenza e quindi, di riflesso, non sappiamo che impatto avrà sui singoli patrimoni dei fondi”. Lo dice, in un’intervista all’Adnkronos/Labitalia Giovanni Maggi, presidente Assofondipensione, in occasione della terza edizione del Global Welfare Summit 2026.

“Questa situazione di totale instabilità – spiega – ha generato all’interno del nostro mondo delle oggettive difficoltà: gli investimenti a supporto del sistema paese sono stati messi in stand by. Mi riferisco agli investimenti in private equity, debito e infrastrutture, venture capital, proprio perché i fondi stessi, non sapendo l’impatto che avrà sui patrimoni la portabilità, sono obbligati ad avere una maggior liquidità in caso di necessità di dover gestire le singole uscite dei fondi. Questo aspetto poi comunque ci preoccupa ancora di più perché la portabilità non è vero che porta al libero mercato, ma è uno strumento che favorisce non certo i fondi chiusi che per regolamento operano solo nel mercato di riferimento della propria categoria; quindi, non possono andare nel mercato e acquisire nuovi iscritti fuori dal perimetro della loro categoria di appartenenza, mentre i fondi aperti lo possono fare”.

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“Questo – avverte il presidente di Assofondipensione – non è libero mercato, ma dal mio punto di vista è concorrenza sleale. In più c’è anche il rischio che questo problema della portabilità possa creare dei problemi tra gli attuali gestori del monte obbligazionario e azionario dei fondi pensione e i fondi pensione stessi. Perché se i fondi in futuro verranno aggrediti da reti di macro assicurazione potranno anche singolarmente decidere di togliere eventuali mandati che queste realtà hanno con i fondi stessi”.

 

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