Eni, benzina e bollette sotto il tetto: sconti contro il caro-energia
Dopo i carburanti, Eni sconta anche le bollette di luce e gas: -30% su offerta base. Enel, già da aprile sconto del 50% sull’elettricità.
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Altra iniziativa della società col cane a sei zampe, dopo il tetto ai carburanti, sempre nell’ottica di dare un nuovo contributo alle famiglie italiane a sostenere i prezzi elevati dell’energia. Urso: “Auspichiamo che le altre compagnie seguano Eni”. Enel: per due anni sconto del 50% sul prezzo dell’elettricità
Quello che fino a pochi giorni fa sembrava un intervento isolato di Eni sta diventando una risposta più ampia dell’industria petrolifera alla corsa dei prezzi. Dopo Eni, anche IP ha iniziato ad applicare il tetto ai listini e Q8 si prepara a seguire la stessa strada. Una scelta che porta il price cap direttamente alle pompe e mette sotto pressione l’intero mercato.
Dal 28 settembre Eni ha fissato per la propria rete Enilive un prezzo massimo di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio, con una validità iniziale di 30 giorni e la possibilità di proroga fino alla fine dell’anno in funzione dell’andamento del mercato e degli approvvigionamenti. Il limite vale anche per i distributori in autostrada.
A ruota è arrivata IP, controllata da Socar. L’applicazione del nuovo limite è progressiva e coinvolge inizialmente gli impianti di proprietà, con l’estensione alla rete dei partner e dei retisti. Per IP non è stato indicato un unico prezzo massimo nazionale, ma diversi impianti hanno già allineato i listini ai valori fissati da Eni: 1,99 euro per la benzina e 2,19 per il diesel.
Il quadro si allarga ulteriormente con Q8, che ha annunciato l’intenzione di intervenire sui prezzi. Se il meccanismo dovesse estendersi agli altri grandi operatori, una parte consistente della rete italiana potrebbe trovarsi a lavorare entro un limite massimo, trasformando il price cap da iniziativa aziendale a fenomeno di mercato.
La pressione sui prezzi resta però fortissima. Il 29 settembre il Mimit indicava una media self di 2,152 euro al litro per la benzina e 2,369 euro per il gasolio, mentre nelle pompe interessate dal tetto si scende rispettivamente a 1,99 e 2,19 euro. In alcuni distributori Eni si sono registrate code e temporanee difficoltà di approvvigionamento, segno della forte domanda concentrata sugli impianti con il prezzo calmierato.
La questione è strettamente legata anche alla politica fiscale. Dal 26 settembre è stato dimezzato lo sconto sulle accise sul diesel, passato da 12,2 a 6,1 centesimi al litro fino al 5 ottobre. Il governo aveva già stanziato risorse per contenere l’impatto del caro carburanti e continua a valutare ulteriori strumenti, mentre sullo sfondo resta il confronto sulla tassazione degli eventuali extraprofitti delle società energetiche.
Per famiglie, pendolari e imprese il problema resta quindi quello del costo finale del pieno. Il tetto può attenuare gli aumenti nelle stazioni aderenti, ma non coincide con un blocco generalizzato dei prezzi: la sua efficacia dipende dall’estensione della misura, dalla disponibilità dei prodotti e dall’evoluzione delle quotazioni internazionali.
Ed è proprio qui che si gioca la partita. Il price cap nato come iniziativa di Eni rischia di diventare un banco di prova per l’intero settore. Più compagnie aderiranno, maggiore sarà la pressione competitiva sui listini. Ma se l’adesione resterà limitata, il rischio è quello di creare una doppia rete: da una parte le pompe con il prezzo massimo, dall’altra quelle ancora esposte integralmente alla corsa dei mercati.
Il governo guarda intanto con attenzione all’evoluzione della situazione. L’obiettivo dichiarato è evitare che il caro energia si trasformi in un ulteriore colpo al potere d’acquisto e ai costi delle imprese. Le compagnie, dal canto loro, stanno scegliendo di intervenire direttamente sui prezzi in un momento nel quale la crisi internazionale e la ridotta capacità europea di raffinazione hanno spinto benzina e diesel su livelli particolarmente elevati.
La guerra al caro carburanti, dunque, entra in una nuova fase: non più soltanto accise e interventi fiscali, ma anche prezzi massimi direttamente alla pompa. E il tetto, partito da Eni, ora comincia ad allargarsi anche ad altri prodotti energetici. Nuova iniziativa di Eni contro il caro-vita dovuto alla crisi dello Stretto di Hormuz. Dopo aver messo un tetto ai prezzi al distributore Enilive di diesel e benzina (Esempio seguito anche da altre compagnie), Eni offre anche il 30% di sconto su luce e gas a chi sottoscrive entrambe le forniture Plenitude.
La società col cane a sei zampe, sempre nell’ottica di dare un nuovo contributo alle famiglie italiane volta a supportare i cittadini nel sostenere i prezzi elevati dell’energia, ha annunciato che offrirà a partire dal 1° ottobre, per i clienti che sottoscriveranno l’offerta Eni Plenitude entro il 24 ottobre, il 30% di sconto sui corrispettivi luce e gas rispetto alla principale offerta a prezzo fisso, inoltre con il prezzo bloccato per due anni.
Eni si fa carico degli aumenti. Facendo così Eni manterrà invariati i prezzi della materia prima, facendosi carico dei recenti aumenti dei costi di approvvigionamento. Uno sconto che a conti fatti lo sconto varrà circa 100 euro all’anno sul contratto gas e altrettanto per quello luce, per un totale di circa 200 euro per quei clienti che scegliessero entrambe le forniture Plenitude.
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