“No a modifiche del ddl sull’Antisemitismo, nel campo largo segni d’odio.
Alla Dire parla Walker Meghnagi, presidente della Comunità ebraica milanese: "Ignoranza abissale a destra e a sinistra.
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“Quanto scritto dalla senatrice Liliana Segre è inaspettato. Siamo a poche ore dalla votazione e salutiamo con molto piacere questa sua dichiarazione perché, a ben vedere, è fortissima. Parliamo di una persona di grande ragionevolezza che, quando prende la parola, dice cose di una gravità e di un peso assoluti”.
A dirlo all’agenzia Dire è Walker Meghnagi, presidente della Comunità ebraica di Milano, commentando le recenti prese di posizione della senatrice a vita alla vigilia del voto parlamentare.
Meghnagi punta il dito contro le forze dell’opposizione: “Le sue parole hanno un valore enorme, perché richiamano al tradimento dei valori fondamentali dell’antifascismo. Intendiamoci: nulla vieta di condannare la politica del governo di Israele o l’operato di singoli ministri, questo è legittimo. Ma chi in Aula non voterà questo provvedimento — e mi riferisco alle forze del campo largo come AVS, PD e M5S — scriverà una pagina nera per l’Italia. E conferma che al loro interno ci sono segni evidenti di antisemitismo. Noi difendiamo i nostri diritti di cittadini italiani di religione ebraica. Dobbiamo essere rispettati per quello che siamo, non per quello che gli altri vorrebbero che fossimo. Siamo italiani, conosciamo e rispettiamo la Costituzione”.
Clima d’odio che per il presidente della Comunità ebraica milanese trova riscontro nel quotidiano: “Le conseguenze si fanno sentire e negarlo è del tutto inutile: l’antisemitismo è peggiorato in modo drammatico. A Milano la situazione è terribile. Le aggressioni reali sono molte di più rispetto a quelle che vengono formalmente denunciate. Assistiamo a episodi sconcertanti: all’Esselunga di via Lorenteggio, dove c’è il banco dei prodotti freschi, se c’è un mango proveniente da Israele c’è chi invita a non comprarlo, boicottando direttamente l’esercente. Questo è antisemitismo puro. Al Carrefour tra via Soderini e via San Gimignano si raggruppano ‘maranza’ che, quando vedono persone chiaramente identificabili come ebraiche, arrivano a buttare per aria i prodotti della spesa. È un clima intollerabile”.
Responsabilità dell’escalation che per Meghnagi non risiede in un unico schieramento: “Le colpe sono trasversali: sia Roberto Vannacci sia il campo largo sono colpevoli di incitamento all’antisemitismo. Quelli del campo largo sono i primi a dover essere condannati, è una vergogna. Non mi si venga a dire che tra questi personaggi non vi sia un antisemitismo reale. Se una persona fosse appena appena acculturata, conoscerebbe la storia dal Risorgimento in poi. Invece siamo di fronte a un’ondata di odio alimentata da esponenti politici caratterizzati da un’ignoranza abissale: vorrei regalare loro 100 o 200 libri di storia per farli studiare”.
“C’è anche un gioco di parole continuo dietro cui si nasconde l’odio anti-ebraico. Nel PD c’è un esponente regionale, che tra l’altro anela a una carica importante alle prossime elezioni, che scrive continuamente cose incredibili su Facebook – aggiunge – . Per non parlare di politici ormai fuori dal gioco istituzionale come Massimo D’Alema, arrivato a pronunciare frasi del tipo ‘gli ebrei sgozzano i bambini’. In tutto questo, mi dispiace molto per una figura come Emanuele Fiano: ha dato tantissimo al Partito Democratico e alla fine lo hanno letteralmente escluso”.
Il presidente della Comunità ebraica milanese lancia quindi un appello perentorio al Parlamento in merito al testo in votazione: “Il disegno di legge va bene così com’è e non ha bisogno di alcuna modifica, perché il rischio concreto è che poi venga snaturato”.
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