Casse un patrimonio che finanzia la crescita
Quasi 123 miliardi di patrimonio e 35 miliardi investiti nell’economia reale.
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Le Casse di previdenza privatizzate dei professionisti non sono più soltanto i grandi pilastri della previdenza di categoria. Sono diventate, a tutti gli effetti, uno dei principali serbatoi di capitale istituzionale del Paese, con una capacità di investimento di lungo periodo che assume un peso crescente nei mercati finanziari e nell’economia reale.
A fotografare questa trasformazione è il tredicesimo Report Annuale “Investitori istituzionali italiani: iscritti, risorse e gestori per l’anno 2025”, curato dal Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali e presentato nel settembre 2026. L’indagine prende in esame le 20 Casse privatizzate dei liberi professionisti, articolate complessivamente in 22 gestioni, nate sulla base dei decreti legislativi 509/1994 e 103/1996.
Il dato che più colpisce è quello del patrimonio: nel 2025 ha sfiorato i 123 miliardi di euro, confermando una crescita che, nell’arco di 19 anni, ha portato le risorse delle Casse a più che triplicare. L’incremento è stato sostenuto sia dall’andamento dei mercati sia dal saldo positivo della gestione previdenziale. Gli iscritti risultano pari a 1.702.949, in leggero aumento rispetto al 2024.
Ma è soprattutto la destinazione delle risorse a mostrare quanto sia cambiata la natura economica delle Casse. Secondo il Report, gli investimenti nell’economia reale raggiungono circa 35 miliardi di euro. Una massa finanziaria che comprende impieghi in diversi strumenti e comparti produttivi e che rende le Casse interlocutori sempre più importanti per il sistema finanziario e per il finanziamento dell’economia.
Parallelamente, oltre 60 miliardi di euro risultano investiti attraverso strumenti di risparmio gestito. La gestione diretta continua quindi a rappresentare una componente importante dell’asset allocation, ma all’interno di portafogli che nel tempo sono diventati più articolati e diversificati.
Il fenomeno va letto dentro un mercato istituzionale italiano che nel suo complesso ha raggiunto dimensioni ancora maggiori. Il tredicesimo Report stima infatti in oltre 1.080 miliardi di euro il patrimonio complessivo degli investitori istituzionali italiani, pari a circa il 48% del Pil nazionale. Nel solo comparto del welfare contrattuale e fondazionale, il patrimonio è salito nel 2025 a 334,28 miliardi, con una crescita del 134% rispetto ai 142,85 miliardi del 2007.
In questo scenario le Casse occupano una posizione particolare. A differenza dei fondi pensione complementari, infatti, svolgono una funzione previdenziale obbligatoria di primo pilastro per milioni di professionisti, ma contemporaneamente amministrano patrimoni di dimensioni tali da renderle investitori istituzionali di rilievo nazionale.
È proprio questa duplice natura a spiegare il loro peso crescente: da una parte devono garantire nel lungo periodo pensioni e welfare agli iscritti; dall’altra devono gestire patrimoni consistenti secondo criteri di prudenza, diversificazione, rendimento e sostenibilità. Il loro orizzonte temporale, necessariamente lungo, consente inoltre di guardare a investimenti che altri operatori possono considerare meno facilmente sostenibili.
Il Report di Itinerari Previdenziali inserisce questa evoluzione in una trasformazione più ampia del mercato istituzionale italiano. L’analisi non riguarda infatti soltanto le Casse, ma anche fondi pensione, Fondazioni di origine bancaria, compagnie di assicurazione e forme di assistenza sanitaria integrativa, evidenziando come questi soggetti rappresentino ormai componenti essenziali sia del sistema di protezione sociale sia del mercato degli investimenti.
La questione, a questo punto, non è soltanto quantitativa. Con patrimoni che sfiorano i 123 miliardi, le Casse dispongono di una leva finanziaria che può avere effetti concreti sul sistema produttivo italiano. Il tema diventa quindi quello delle condizioni alle quali questa enorme massa di risparmio previdenziale può continuare a sostenere l’economia reale, senza compromettere la finalità primaria per cui quei patrimoni sono stati costituiti: garantire nel tempo le prestazioni previdenziali degli iscritti.
Il dato del Report consegna comunque una fotografia inequivocabile: le Casse privatizzate sono ormai molto più di semplici enti previdenziali. Sono grandi investitori istituzionali, detengono patrimoni strategici e rappresentano uno dei pochi grandi bacini di capitale nazionale con un orizzonte temporale strutturalmente orientato al lungo periodo.
Per questo il loro ruolo nell’economia italiana è destinato a essere sempre più centrale. La previdenza resta la missione, ma il patrimonio delle Casse è ormai anche una componente significativa della capacità del Paese di finanziare investimenti, imprese e crescita.
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