Boccia-Ranucci, il giallo del libro a quattro mani
L’ex ministra mancata racconta quasi due anni tra confidenze, donne e retroscena.
In evidenza
Prima Boccia fa sapere che il libro con Ranucci esiste ed è in fase avanzata. Poi Ranucci smentisce. E lei corregge il tiro: non avrebbe mai detto che sarebbe stato scritto a quattro mani. È questo il primo, clamoroso paradosso di “Guai a chi lo tocca – Io, Sigfrido e le tempeste”, il volume che Maria Rosaria Boccia pubblicherà sabato e nel quale racconta quasi due anni del suo rapporto con il conduttore di Report.
La questione non è un dettaglio. Perché un conto è un libro scritto da Boccia per raccontare, dal proprio punto di vista, il rapporto con Ranucci. Un altro conto è un libro progettato insieme al giornalista, eventualmente con una doppia firma. Nel primo caso parla una sola protagonista. Nel secondo, la storia avrebbe avuto una legittimazione e un coinvolgimento diretto dell’altra parte. Ed è proprio su questa differenza che oggi si consuma il piccolo, ma significativo, giallo editoriale.
Boccia sostiene di avere dichiarato al Corriere della Sera: “Confermo anche il libro. Il progetto esiste, è concreto, ed è in uno stato avanzato”. Ma dopo la smentita di Ranucci precisa di non avere mai detto: “Confermo che io e Sigfrido Ranucci stiamo scrivendo un libro a doppia firma”. A suo dire, sarebbe stata la sintesi giornalistica a far passare un messaggio diverso.
Una spiegazione che lascia però aperta la domanda essenziale: se il progetto esisteva ed era già in fase avanzata, chi lo stava scrivendo e con quale coinvolgimento di Ranucci?
È una domanda inevitabile, soprattutto perché il giornalista viene chiamato direttamente in causa e perché il suo nome campeggia persino nel titolo del volume. Boccia racconta infatti il Ranucci conosciuto nella dimensione privata, quello che lei chiama “Superman”, e descrive un rapporto che definisce molto stretto: “Siamo molto legati, ci vogliamo bene e abbiamo condiviso anche momenti dolorosi”.
Dunque, il libro non nasce da un incontro occasionale. Secondo la ricostruzione dell’autrice, il rapporto comincia nel settembre 2024, quando Ranucci le scrive “Gentile Dottoressa Maria Rosaria…”, e da quel momento si sviluppa attraverso telefonate, videochiamate, incontri, discussioni e confidenze, fino a superare progressivamente il semplice rapporto legato alla cronaca.
Ed è proprio questa storia personale che Boccia decide ora di mettere nero su bianco. Ma insieme alla sua versione arrivano anche nomi e circostanze destinate a riaccendere l’attenzione.
Un capitolo è dedicato alle donne presenti nella vita di Ranucci. Tra queste compare Laura Cianfoni, con la quale Boccia racconta di avere avuto un confronto nel maggio 2025 proprio sul giornalista e sulla frequenza dei contatti fra i due. Il libro, nella versione anticipata dall’autrice, non si limita dunque al rapporto fra i due protagonisti, ma allarga il racconto alle persone che, secondo Boccia, hanno avuto un ruolo nella vicenda.
C’è poi Gimmi Cangiano, deputato di Fratelli d’Italia che Boccia dice di conoscere e di stimare. Un nome che assume ulteriore rilievo perché Report aveva affrontato nell’aprile 2026 elementi e ipotesi riguardanti Cangiano nel contesto dell’attentato subito da Ranucci.
Ma tutto torna inevitabilmente al punto di partenza: il libro.
La smentita di Ranucci ha trasformato quello che sembrava un elemento promozionale in una questione da chiarire. Boccia, invece di lasciare cadere la vicenda, ha rilanciato spiegando che il progetto editoriale esiste, ma che lei non avrebbe mai parlato di una pubblicazione a doppia firma.
A questo punto saranno i fatti a dover parlare. Il volume permetterà di capire che cosa Boccia racconti realmente, quali documenti porti a sostegno della propria ricostruzione e, soprattutto, se e come venga descritto il presunto progetto editoriale.
Perché una cosa è certa: se Ranucci dice che il libro a quattro mani non esiste e Boccia dice che un progetto di libro esisteva, le due versioni non possono essere contemporaneamente vere nella stessa accezione.
Il resto sono precisazioni, interpretazioni e dichiarazioni. E sabato, con l’uscita di “Guai a chi lo tocca”, il confronto fra le versioni potrà finalmente essere fatto sul testo.
Altre Notizie della sezione
Depistaggio pista nera, il controesame smonta i riscontri di Scarpinato
17 Settembre 2026Mai un condizionale sulle conclusioni, incertezze su date e atti: in aula la deposizione del senatore si assottiglia sotto le domande del Pm. E Report oppone il segreto.
Falsi certificati per i migranti destinati ai Cpr.
16 Settembre 2026L’indagine, partita da Ravenna. Perquisizioni in varie città. L'intervento congiunto della polizia, lo Sco di Roma e la squadra Mobile.
Falsi certificati per i migranti destinati ai Cpr.
16 Settembre 2026L’indagine, partita da Ravenna. Perquisizioni in varie città. L'intervento congiunto della polizia, lo Sco di Roma e la squadra Mobile.
