Anno: XXVIII - Numero 169    
Martedì 8 Settembre 2026 ore 13:30
Resta aggiornato:

Home » Austria, vietato il velo islamico a scuola

Austria, vietato il velo islamico a scuola

Il governo dice di voler proteggere le ragazze e promuovere la parità di genere, ma la misura è contestata dalle associazioni musulmane.

Austria, vietato il velo islamico a scuola

Da ieri con l’inizio del nuovo anno scolastico, in Austria è entrata in vigore una legge che impone il divieto di indossare copricapi islamici in tutte le scuole del paese, pubbliche e private, per le ragazze che hanno meno di 14 anni. La legge non fa distinzioni tra le varie forme di velo: vale per l’hijab (che copre solo la testa ma non il viso) come per coperture più ampie come il burqa.

La nuova legge obbliga gli e le insegnanti a far rispettare il divieto attraverso una serie di colloqui con la studentessa e i suoi tutori legali. In caso di violazioni ripetute, dispone che vengano informati i servizi sociali e prevede anche sanzioni fino a 800 euro. Alcuni insegnanti hanno comunque espresso preoccupazione all’idea di dover imporre il rispetto del divieto.

La legge era stata approvata in dicembre ed era stata promossa dalla coalizione al governo, composta dal partito di centrodestra dei Popolari (ÖVP), dai Socialdemocratici (SPÖ) e dal partito centrista NEOS, ma è stata sostenuta anche dal Partito della Libertà (FPÖ), di estrema destra. I suoi difensori affermano che rappresenti un «chiaro impegno per la parità di genere» e che abbia lo scopo di tutelare i diritti delle ragazze. La ministra dell’Integrazione Claudia Bauer, di ÖVP, ha detto esplicitamente che il velo è «un segno di oppressione e un mezzo per controllare le ragazze fin dalla più tenera età».

Gli unici a opporsi alla legge, in parlamento, erano stati i Verdi dicendo che avrebbe alimentato episodi di odio nei confronti della comunità musulmana austriaca.

Il velo visto unicamente come strumento di oppressione corrisponde a una visione piuttosto semplificata: all’interno dei movimenti femministi islamici le posizioni sul velo sono eterogenee e complesse. Non esiste un’unica opinione, ma il movimento rifiuta generalmente sia l’imposizione coatta del velo da parte di regimi patriarcali, sia il divieto forzato o la stigmatizzazione da parte delle società occidentali, opponendosi dunque all’obbligo giuridico del velo da parte di alcuni stati. Diverse studiose sottolineano come, in determinati contesti, il velo permetta alle donne di occupare lo spazio pubblico, studiare e lavorare proteggendole dallo sguardo maschile, altre lo indossano come simbolo di opposizione all’imperialismo culturale occidentale e all’islamofobia.

Carla Amina Baghajati, dell’associazione islamica austriaca IGGÖ, ha accusato il divieto di violare i diritti fondamentali delle persone musulmane e alimentare divisioni nella società: «Riteniamo che limiti ingiustificatamente il diritto fondamentale alla libertà di religione e che colpisca in modo sproporzionato le ragazze musulmane. Anziché proteggere le bambine, prende di mira una specifica pratica religiosa e rischia di escludere proprio quelle persone che afferma di voler tutelare». L’IGGÖ ha fatto sapere che sosterrà le azioni legali intraprese dalle ragazze e dalle famiglie «che ritengono che i loro diritti fondamentali siano violati».

Nel 2020, la Corte costituzionale austriaca aveva annullato una precedente legge che vietava copricapi religiosi ai bambini e alle bambine delle scuole elementari in quanto contraria al principio di neutralità religiosa del paese. La Corte, all’epoca, aveva respinto l’argomentazione del governo secondo cui il divieto avrebbe protetto le ragazze dalle pressioni sociali dei compagni di classe affermando che, semmai, lo stato avrebbe dovuto elaborare una serie di politiche per prevenire il bullismo basato sul genere o sulla religione.

Il divieto in vigore in Austria è simile a quello di altri paesi, tra cui la Francia. L’Austria, come Francia, Belgio e Danimarca, vieta poi di indossare il velo integrale in pubblico. Baghajati ha detto che l’IGGÖ è preoccupata per questa tendenza che si sta diffondendo in tutta Europa «in cui complesse sfide sociali vengono ridotte a misure simboliche rivolte ai gruppi minoritari: tali approcci possono generare

attenzione politica, ma raramente risolvono i problemi di fondo».

 

DI COSA PARLIAMO QUANDO PARLIAMO DI “VELO”

 

Hijab

Si tratta di un termine con molti significati, tra cui quello di “abbigliamento modesto” (hijab, quindi, si può utilizzare come sinonimo di tutti i tipi di veli). Nel linguaggio comune, di solito viene usato per indicare un pezzo di tessuto di forma rettangolare, come una sciarpa, annodato intorno alla testa e al collo per coprire i capelli. Per quanto possa essere di lunghezza e forme differente e annodato in moltissimi modi diversi, si tratta del tipo di velo più comune: lascia scoperto il volto e, negli ambienti meno conservatori, spesso lascia intravedere i capelli e il collo. In vari paesi e varie tradizioni islamiche può avere nomi differenti.

Al Amira/Khimar/Tudung

Un altro tipo di velo consiste un pezzo di tessuto cucito a tubo, oppure di forma rettangolare, con un apertura circolare per il volto. A volte viene indossato sopra un secondo velo che viene annodato strettamente intorno alla fronte (si vede chiaramente indosso alle due ragazze a sinistra nella fotografia). A seconda della forma esatta e del paese in cui viene usato, questo tipo di indumento si chiama con nomi diversi, come ad esempio al amira o khimar (ma ci sono numerose varianti e alcuni lo chiamano semplicemente hijab). La caratteristica di questo capo è che in genere non si “annoda” come una sciarpa, ma si può indossare solo infilando il viso nell’apertura. Ma soprattutto, si distingue dal semplice hijab perché lascia scoperto il volto, ma copre completamente capelli, collo e spalle. In Malesia e Indonesia la versione locale del velo che copre completamente capelli e collo viene chiamata tudung o kerudung.

Chador

Il chador è un indumento diffuso soprattutto in Iran e consiste in un mantello in genere nero che copre una donna dalla testa ai piedi. In genere è aperto sul davanti e senza bottoni e viene tenuto chiuso usando le mani. La caratteristica del chador è quella di essere un pezzo unico: il mantello che copre il corpo è lo stesso pezzo di tessuto che copre anche il capo. In genere, sotto il mantello, chi indossa il chador copre si copre i capelli con veli simili al khimar. Il chador lascia scoperto il volto.

di polizia iraniana durante un sessione di tiro a segno (AP Photo/Vahid Salemi)

Niqab

Il niqab è un tipo di velo diffuso soprattutto nella penisola araba, ma che viene utilizzato in tutto il mondo dai musulmani che appartengono ai gruppi più conservatori. Consiste in un pezzo di tessuto nero, tagliato in maniera abbastanza complessa e che serve a coprire completamente il volto di chi lo indossa, lasciando solo una fessura per gli occhi, a volte coperta da un tessuto semi-trasparente. La caratteristica del niqab è che copre soltanto il volto, fermandosi in genere all’altezza delle spalle (in genere viene indossato sopra abiti tradizionali dello stesso colore).

Burqa

Il burqa è un indumento diffuso soprattutto in Asia Centrale, tra Afghanistan e Pakistan, e consiste in un serie di strati di tessuti che coprono completamente il corpo di una donna, dalla testa ai piedi, senza lasciare nulla scoperto. In genere, in corrispondenza degli occhi, è posizionata una sorta di grata di tessuto per permettere alla donna di vedere all’esterno dell’indumento. Si tratta dell’abito più coprente di tutta la tradizione islamica. Si distingue dal niqab proprio perché copre tutto il corpo e non solo il volto. Il burqa è spesso associato ai talebani, il movimento politico religioso che lo impose per legge a tutte le donne afghane.

Tratto da Post

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter!Ricevi gli aggiornamenti settimanali delle notizie più importanti tra cui: articoli, video, eventi, corsi di formazione e libri inerenti la tua professione.

ISCRIVITI

Altre Notizie della sezione

Caso Ranucci-Lavitola

Caso Ranucci-Lavitola

08 Settembre 2026

Svelato dal Direttore Enrico Mentana durante il Tg il sondaggio trapelato su Ranucci in politica.

Archivio sezione

Commenti


×

Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.