Istat, l’energia riaccende l’inflazione
Il carrello della spesa stabile al +1%. Tasso acquisito per il 2026 a +2,9%.
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Secondo le stime preliminari, nel mese di agosto 2026 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra una variazione pari a +0,5% su base mensile e a +3,3% su base annua (da +2,9% del mese precedente).
Lo rileva l’Istat diffondendo la stima preliminare sui prezzi al consumo ad agosto.
“Ad agosto 2026 l’inflazione sale a +3,3% (da +2,9% di luglio), sostenuta dall’andamento dei prezzi dei beni energetici (da +11,6% a +17,0%), che risentono ancora delle tensioni internazionali”, spiega l’istituto di statistica nazionale.
Ad agosto il tasso di variazione tendenziale dei prezzi del cosiddetto ‘carrello della spesa’ (i Beni alimentari, per la cura della casa e della persona) si mantiene stabile (a +1,0%), mentre quello dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto aumenta (da +3,4% a +4,3%).
L’inflazione acquisita per il 2026 (cioè quella che si avrebbe nell’anno ipotizzando che l’indice stesso rimanga al medesimo livello dell’ultimo dato mensile disponibile nella restante parte dell’anno) è pari a +2,9% per l’indice generale e a +1,9% per la componente di fondo.
Indicatore | Luglio 2026 | Agosto 2026 | Variazione |
Inflazione generale (NIC) | +2,9% | +3,3% | ▲ +0,4 punti |
Variazione mensile NIC | – | +0,5% | ▲ |
Beni energetici | +11,6% | +17,0% | ▲ +5,4 punti |
Carrello della spesa | +1,0% | +1,0% | ■ Stabile |
Prodotti ad alta frequenza d’acquisto | +3,4% | +4,3% | ▲ +0,9 punti |
Inflazione acquisita 2026 – indice generale | – | +2,9% | – |
Inflazione acquisita 2026 – componente di fondo | – | +1,9% | – |
Il quadro
Secondo le stime preliminari dell’Istat, ad agosto 2026 l’inflazione torna ad accelerare e raggiunge il 3,3% su base annua, rispetto al 2,9% di luglio. Il principale fattore di spinta è rappresentato dai prezzi dell’energia, la cui crescita tendenziale passa dall’11,6% al 17%, risentendo delle persistenti tensioni internazionali.
Resta invece invariato all’1% il cosiddetto carrello della spesa, mentre preoccupa l’accelerazione dei prezzi dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto, saliti dal 3,4% al 4,3%.
Il dato più significativo per le prospettive dell’economia italiana è tuttavia quello dell’inflazione acquisita per il 2026, già attestata al 2,9%: anche in assenza di ulteriori aumenti nei prossimi mesi, il livello medio dell’inflazione annuale resterebbe dunque elevato.
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