Sondaggi, Vannacci cresce e agita il centrodestra
Fratelli d’Italia resta prima, il Pd insegue. M5S stabile, mentre Futuro Nazionale consolida una crescita che cambia gli equilibri.
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Il panorama politico del 24 agosto va letto con una necessaria avvertenza: la pausa estiva ha ridotto il numero delle rilevazioni e non esiste quindi un unico sondaggio realizzato esattamente oggi. L’ultimo dato sulle intenzioni di voto disponibile nel panorama esaminato è quello di Lab21 del 12 agosto, mentre le medie aggregate consentono di osservare una tendenza più ampia.
La fotografia più interessante è quella di un sistema apparentemente stabile ai vertici, ma attraversato da un movimento sempre più evidente sulla destra. Fratelli d’Italia resta saldamente il primo partito, il Partito Democratico mantiene la seconda posizione e il Movimento 5 Stelle conserva un consenso significativo. La vera novità, però, continua a chiamarsi Futuro Nazionale.
La fotografia del 24 agosto
Partito | Ultimo dato disponibile | Tendenza |
Fratelli d’Italia | 29,6% | -0,1 |
Partito Democratico | 20,1% | = |
Movimento 5 Stelle | 13,7% | +0,2 |
Futuro Nazionale | 7,1% | +0,6 |
Forza Italia | 6,7% | = |
Alleanza Verdi e Sinistra | 5,9% | = |
Lega | 5,3% | = |
Azione | 3,3% | +0,2 |
Italia Viva | 2,7% | +0,2 |
Fonte: Lab21 per Affaritaliani, rilevazione del 12 agosto 2026. Confronto con il dato precedente indicato dalla rilevazione.
Meloni resta davanti, ma il dato non è immobile
Il 29,6% attribuito a Fratelli d’Italia conferma Giorgia Meloni in una posizione di assoluta leadership. Il vantaggio sul Pd, in questa rilevazione, sfiora i dieci punti. È un margine importante e politicamente significativo.
Ma sarebbe sbagliato leggere il dato come la fotografia di un centrodestra completamente tranquillo. Le diverse rilevazioni disponibili nelle ultime settimane mostrano infatti oscillazioni anche consistenti per FdI: dal 26,2% rilevato da BiDiMedia al 29,5% di Noto, passando per il 27% di SWG. La dispersione suggerisce prudenza, ma non modifica il punto centrale: FdI resta stabilmente il primo partito italiano.
Il Pd, invece, si muove in una fascia compresa approssimativamente tra il 20 e il 21,5 per cento. Non crolla, ma non riesce neppure a ridurre il divario con Meloni. Elly Schlein conserva il ruolo di principale antagonista, senza però trovare, almeno per ora, lo slancio necessario per trasformare l’opposizione in una vera alternativa di governo.
Il Movimento 5 Stelle al 13,7% registra un lieve miglioramento nel sondaggio Lab21. Anche qui, però, il dato va inserito in un quadro più ampio: Ipsos aveva rilevato il M5S al 14,5%, mentre altre rilevazioni lo collocano più vicino al 12-13%.
Giuseppe Conte mantiene quindi uno spazio politico solido. Il problema del Movimento non è la sopravvivenza elettorale, ma la capacità di trasformare quel consenso in una leadership dell’intero fronte alternativo alla destra.
Non è un dettaglio. In un sondaggio Ipsos del 16 agosto, riportato nel quadro delle rilevazioni più recenti, il centrosinistra guidato da Conte risulterebbe avanti nel confronto diretto con il centrodestra, mentre con Schlein candidata premier il vantaggio sarebbe per il centrodestra. È un elemento che riapre inevitabilmente la discussione sulla leadership dell’opposizione.
Il dato politicamente più significativo resta però quello di Futuro Nazionale, al 7,1% nella rilevazione Lab21 e sullo stesso livello anche in altre rilevazioni recenti.
Non siamo più davanti a una semplice curiosità elettorale. La crescita di Roberto Vannacci sta ormai incidendo direttamente sui rapporti di forza all’interno dell’area di centrodestra. In alcuni sondaggi Futuro Nazionale supera la Lega e si avvicina a Forza Italia.
La media nazionale aggiornata al 24 agosto, costruita sui sondaggi disponibili negli ultimi 30 giorni, colloca infatti FdI al 27,1%, il Pd al 21%, il M5S al 13,3%, Futuro Nazionale al 7,1%, Forza Italia al 7,8% e la Lega al 5,7%. Il dato più evidente è proprio la crescita della formazione di Vannacci, indicata in aumento rispetto al periodo precedente.
È qui che si apre il problema politico per Giorgia Meloni e per l’intero centrodestra: Vannacci è un possibile alleato o un concorrente destinato a sottrarre voti alla coalizione?
Il confronto più delicato è quello tra Futuro Nazionale e Lega. Nel sondaggio Lab21 la distanza è già netta: 7,1% contro 5,3%.
Altre rilevazioni offrono numeri differenti, ma il trend è evidente: la Lega non appare più inattaccabile nel suo tradizionale spazio politico. L’avanzata di Vannacci costringe Matteo Salvini a difendere non soltanto il consenso del partito, ma anche il suo ruolo di riferimento nell’area più identitaria e sovranista.
Ed è proprio questa competizione interna alla destra il fenomeno che potrebbe cambiare maggiormente il quadro nei prossimi mesi.
Il quadro delle coalizioni
La media aggregata degli ultimi 30 giorni mantiene il centrodestra davanti con il 41,6%, contro il 27,4% del centrosinistra, mentre il Movimento 5 Stelle viene considerato separatamente al 13,3%. Futuro Nazionale raggiunge il 7,1%. Il dato conferma che la partita delle alleanze sarà decisiva quanto quella dei singoli partiti.
Il punto è semplice: il centrosinistra, se vuole realmente competere per Palazzo Chigi, deve risolvere il rapporto con Conte e con il M5S. Il centrodestra, invece, deve decidere come gestire la crescita di Vannacci.
In sintesi
La fotografia del 24 agosto consegna cinque indicazioni:
- FdI resta nettamente il primo partito;
- il Pd è stabile ma non recupera il distacco;
- il M5S mantiene un peso decisivo nell’opposizione;
- Futuro Nazionale è ormai una realtà capace di condizionare il centrodestra;
- la Lega è il partito più esposto alla pressione esercitata dalla crescita di Vannacci.
La vera partita, dunque, non è soltanto quella tra Giorgia Meloni ed Elly Schlein. È anche una partita tutta interna ai due schieramenti: chi guiderà davvero l’opposizione e quanto spazio sarà disposto a concedere il centrodestra a Vannacci?
Per ora Meloni resta saldamente in testa. Ma sotto la superficie dei numeri, qualcosa si sta muovendo. E la crescita di Futuro Nazionale potrebbe essere la variabile capace di rendere molto meno scontata la strada verso il 2027.
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