Nasce la giornata del garantismo nel nome di Tortora
La Camera approva, con l’astensione di Pd, M5S e Avs, la Giornata nazionale dedicata alle vittime degli errori giudiziari che sarà celebrata il 17 giugno. Ora il testo passa al Senato
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Quarantatré anni dopo l’arresto di Enzo Tortora, la Repubblica istituisce una Giornata nazionale per ricordare le vittime degli errori giudiziari. Un riconoscimento arrivato con un ritardo che pesa, soprattutto perché sul valore della memoria e sulla necessità di difendere presunzione di innocenza, libertà personale e giusto processo in Parlamento c’è sempre stata una quasi unanimità. A rallentare l’iter sono stati gli stop and go legati alla riforma della giustizia e al referendum, in un clima nel quale Fratelli d’Italia temeva che il confronto aspro con l’Anm rischiasse di condizionare l’esito referendario. Ora, digerita la pesante sconfitta, il partito di Giorgia Meloni, ha dato il via libera e la Camera ha approvato il testo con 178 voti favorevoli, nessun contrario e 97 astensioni.
La proposta, frutto dell’unificazione dei disegni di legge a prima firma di Davide Faraone, Giuseppe Bisa e Pietro Pittalis, ora passa al Senato. La Giornata sarà celebrata ogni anno il 17 giugno, data dell’arresto di Tortora nel 1983. La sua storia resta il simbolo più potente di ciò che accade quando la giustizia sbaglia. La sua vicenda ha lasciato una ferita profonda nella coscienza civile italiana e ha trasformato il nome di Tortora in un riferimento della battaglia garantista.
È proprio sul garantismo che si concentra il significato politico della Giornata. Il testo richiama la dignità della persona, la presunzione di innocenza e il giusto processo, inteso come strumento per accertare la responsabilità penale nel rispetto del contraddittorio e davanti a un giudice terzo e imparziale. Scuole, istituzioni e società civile potranno promuovere iniziative, incontri e momenti di riflessione per mantenere viva la memoria e ridurre il rischio di ingiuste detenzioni e condanne. Per Enrico Costa, presidente dei deputati di Forza Italia, si tratta di una «storica battaglia» liberale e garantista. «La malagiustizia, sostiene, non riguarda soltanto chi viene arrestato e poi assolto, ma anche chi subisce processi lunghi ed estenuanti che diventano una pena pur senza incidere sulla libertà personale. Da qui l’impegno a lavorare a una legge per risarcimenti adeguati alle vittime». Matilde Siracusano, deputata di Forza Italia e sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento, sottolinea invece che «dietro ogni errore giudiziario ci sono vite spezzate, famiglie distrutte e diritti calpestati e richiama anche l’ordine del giorno sulla responsabilità dei magistrati approvato dalla maggioranza».
Ma il ritardo resta il punto politico più delicato. Davide Faraone, deputato di Italia viva – Casa riformista, vicepresidente del partito, primo firmatario della legge parla apertamente di una proposta «approvata tardi per responsabilità della maggioranza e teme che il Senato non riesca a completare l’iter». Per Faraone il voto positivo «non cancella i nodi irrisolti: responsabilità civile dei magistrati, automatismi di carriera e tutele per gli imprenditori ingiustamente accusati. Questa legislatura è un’occasione mancata», è la sua conclusione.
Maurizio Lupi ha votato convintamente a favore e lega la Giornata alla frase incisa sulla tomba di Tortora: “Che non sia un’illusione”. «Il garantismo, per Noi Moderati, non è uno slogan ma il rispetto concreto della presunzione di innocenza e la pretesa di un processo giusto nei tempi, nei modi e nelle garanzie. La memoria, quindi, deve servire a impedire che gli errori si ripetano».
Sulla stessa linea, ma con una particolare attenzione al valore simbolico, Fabrizio Benzoni, vicecapogruppo di Azione alla Camera, difende il nome di Tortora nella denominazione della Giornata. «Il suo caso, sostiene, deve diventare uno strumento di educazione per le nuove generazioni contro il rischio di un giudizio popolare e mediatico che può sopravvivere anche all’assoluzione. Perché essere assolti dalla giustizia non significa necessariamente essere assolti agli occhi dell’opinione pubblica».
Il Pd non ha votato contro, ma si è astienuto. Rachele Scarpa contesta soprattutto «il metodo con cui il provvedimento è arrivato in Aula, senza un adeguato confronto in Commissione e senza una discussione sufficiente sugli emendamenti». L’astensione viene però presentata come un’apertura: se al Senato ci sarà un confronto vero, il Pd potrà valutare anche un voto favorevole.
Il M5S insiste invece sul fatto che la memoria da sola non basta. Per Valentina D’Orso servono «verità, responsabilità e giustizia, una definizione più chiara dell’errore giudiziario e maggiori tutele anche per le vittime dei reati rimaste senza una risposta di giustizia». Stefania Ascari richiama il caso dei cosiddetti “mostri di Ponticelli” e chiede che la Giornata sia «soltanto un punto di partenza per strumenti concreti di prevenzione e tutela».
Molto critico sull’astensione il presidente dell’Osservatorio Giustizia liberale della Fondazione Luigi Einaudi, Gian Domenico Caiazza, he su X scrive:«Onore alla Camera per aver approvato la proposta di legge che istituisce, intestandola a Enzo Tortora , la giornata nazionale dedicata alle vittime degli errori giudiziari. Penso con emozione a quanto Enzo ne sarebbe orgoglioso. E guardo con sconcerto ai don Abbondio nostrani che si sono astenuti. Ma saperete che questa è solo una delle molte cambiali che Pd, Avs e 5 Stelle sanno di dover pagare alla leadership politica di Anm per la vittoria del No. Ora aspettiamo il voto al Senato». Sulla stessa linea Matteo Hallissey, presidente di +Europa e Radicali Italiani: «Astensione campo largo su giornata delle vittime della malagiustizia vergognosa, lascia a destra panpenalista un tema fondamentale della malagiustizia vergognosa, lascia a destra panpenalista un tema fondamentale».
È dunque una Giornata che nasce nel segno di una convergenza ma anche di una domanda ancora aperta: quanto vale la memoria se non produce riforme capaci di impedire che gli errori si ripetano? Il 17 giugno non dovrà essere soltanto il giorno dedicato a Enzo Tortora. Dovrà ricordare che dietro ogni errore giudiziario c’è una persona, una famiglia, una reputazione e una vita che possono essere compromesse per sempre.
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